Dopo aver letto 'Un Karma pesante' e 'L'acustica perfetta' subito a ruota, ho deciso che di Daria Bignardi merita di essere letto tutto. Lei è veramente una che si può considerare arrivata.
Lettrice dall'età di quattro anni, Ferrarese si nascita e Milanese di adozione, è riuscita con la sua caparbietà a fare quello che veramente voleva nella vita: scrivere. Gli studi classici e l'università non conclusa l'hanno portata prima a fare la giornalista, poi la conduttrice televisiva e poi finalmente la scrittrice a più di quarant'anni suonati, così racconta lei sul palco di quel Forum che crea eventi sempre più interessanti. Il primo pensiero....non è mai troppo tardi, meno male!!!!
Sorriso ammaliante, parole spigliate e a nastro, gestualità prorompente di quelle da incanto è così che Daria si presenta al suo folto pubblico in un pigro Sabato di fine Novembre.
Il giornalista la introduce e la conduce con professionalità, sembra conoscerla veramente bene, o almeno ha studiato abbastanza da essere pronto fin nei più minimi dettagli.
Ma è lei che la fa da padrona, parlando senza interruzioni e appunto con Amore della sua professione, della sua vita e dei suoi libri.
Era una sera di Giugno profumata di Tiglio....
E' così che Daria attacca a leggere le pagine del suo ultimo libro, che racconta di una famiglia danneggiata ma apparentemente normale, forse un pò sola. E allora via, i ricordi corrono veloci al paese che mi ha cresciuta e ai sui tigli che lo abbracciano e, con il loro odore invitante, preannunciavano un'altra estate ormai imminente e piena di notti passate sulle panchine loro sottostanti o di viaggi in circolo sui motorini ereditati da chi aveva già più un'età di me.
Alma, la protagonista, a 17 anni, non sa ancora di essere felice, rispetto a quello che accadrà in seguito a causa della sparizione del fratello adorato. La famiglia si disintegra e Alma vive da sopravvissuta. Scappa da Ferrara per rifugiarsi a Bologna dove mette su famiglia e dove non svelerà alla figlia Antonia il dramma che ha vissuto, finché questa non sarà al sesto mese di gravidanza e...
non è un caso, una donna è più forte quando aspetta un figlio perché in quel momento non è sola, non è una ma due.
(Vero!!!!). Antonia ha sempre saputo che la madre custodiva un segreto,
perché i figli sentono quando i genitori vogliono nascondere loro cose.
Antonia, scrittrice di gialli, va a Ferrara per capire e per dare un senso al dramma vissuto dalla madre. Così Daria racconta del suo libro o almeno della sua prima parte, senza svelarne appunto i risvolti.
C'è la voglia di raccontare un prima e un dopo
I personaggi di un libro, lavorano anche alla notte, mentre tu dormi..tutto quello che hai attorno e che vivi diventa parte del romanzo che stai scrivendo...
Non so cosa darei per svegliarmi in piena notte con un pezzo di trama da scrivere, con i personaggi che mi tirano per i piedi e si appoggiano sul mio cuscino per vedere se dormo veramente o, se come i gatti, ho un occhio aperto e uno chiuso sempre attenta e sempre pronta nonostante tutto. Dev'essere davvero stimolante. Ma la scrittrice alla domanda Vivere o scrivere? risponde
Vivere e scrivere! Si può fare! Basta alternarli, cercando le dovute pause da entrambi.
Poi attacca a parlare della Daria lettrice...una vera divoratrice di libri, una vera avida...lei. E a noi, appunto, dà il compito più gravoso. Anche noi, sfogliatori assatanati di pagine scritte, sniffatori di carta stampata, entriamo a far parte portante del libro
Ogni lettore decide come interpretare la storia....Un libro non è finito finché non viene letto..Nessuno scrive per sè....Un libro con una trama incalzante contiene personaggi che rimangono e che non ti abbandoneranno mai.
E questa la dedico a tutti voi scrittori, fatene un buon uso, e attenti che noi siamo sempre dietro l'angolo pronti ad accogliervi....
Daria riscopre Ferrara, paese di origine, dopo il terremoto del 2012 a distanza di più di trent'anni, scoprendo solo allora , nell'osservare le ferite e i danni del sisma, cosa ha rischiato di perdere.
I luoghi li dai per scontati. Al contrario delle persone pensi che non potranno mai cambiare, sono veri e propri punti di riferimento.
Confermo! Le radici piantate nel terreno che ti hanno vista nascere, sono difficili da sradicare da portare altrove e le ferite del tuo territorio, diventano le tue ferite dell'anima e del cuore.
Poi è stato il momento della fila, dei saluti di commiato, della dedica e della firma sotto un titolo importante....L'Amore che ti meriti...appunto.
E' stato un vero piacere, resterai nella mia memoria a lungo....
Buon proseguimento Daria.