lunedì 31 marzo 2014

10 minuti con Chiara Gamberale

In realtà si è trattato di più di un'ora e sono stata contenta che sia andata così. Questa volta il Forum non è particolarmente gremito, ma direi che non è stato un caso. Il libro che Chiara Gamberale presenta, 'Per dieci minuti', l'avevo ricevuto in dono a Natale e la curiosità del mio periodo post natalizio ha fatto sì che lo leggessi subito, pensavo fosse il suo momento, appunto.
La lettura mi aveva lasciata un pò scettica e perplessa. La protagonista, Chiara, per riuscire a staccare con un passato che non le apparteneva più ma a cui non riusciva a rinunciare, si rivolge a una psicoterapeuta che le propone, sulla teoria del Prof. Steiner, di 'giocare' per dieci minuti al giorno tutti i giorni per un mese.
Chiara, che non ha più nulla da perdere, ci prova e gioca. Il libro infatti è una sorta di diario di come la protagonista ha giocato i suoi dieci minuti al giorno.
La cosa che mi ha colpito di più, assistendo alla presentazione del libro è che ho scoperto che il libro è autobiografico, che Chiara Gamberale all'apparenza così bella e spigliata,  solare, sorridente e veramente accattivante, nel suo abito succinto che non lascia nulla all'immaginazione, ha avuto un periodo della sua vita come quello descritto nel libro. Molti dei 'giochi' descritti infatti fanno parte della sua esperienza ovviamente romanzata.
Infatti, come poi ha avuto modo di spiegare, il gioco può essere fatto da chiunque, anche da chi paradossalmente si sente bene, perché fondamentalmente è una sorta di ritrovamento di se stessi per andare incontro alla vita quella vera.
La Gamberale dice di essere così convinta, proprio perché provato sulla sua pelle, che il gioco è utile per superare certi momenti, che lo propone a tutti quelli che incontra. Sul canale digitale Laeffe, la TV di Feltrinelli, il libro è diventato addirittura un programma, dove Chiara Gamberale insieme ad altri cinque protagonisti, si raccontano mettendoci la faccia.
Coinvolge il pubblico e i lettori al punto che in molti si sono messi o si vorrebbero mettere in gioco.
Il pomeriggio è trascorso serenamente tra letture, intervista, interventi del pubblico e risposte chiare precise e puntuali nel suo inconfondibile accento romano.
L'incontro si conclude con le classiche firme e dediche. Fortunatamente la fila è corta e Chiara dispensa dediche precise e puntuali.  Alcuni lettori chiedono consigli, scambiano due chiacchiere. Una ragazzina davanti a me le svela il suo sogno di voler scrivere, Chiara le fornisce la sua mail personale affinché si possano tenere in contatto. E' il mio turno. Le dico il mio nome e le riporto i complimenti per la trasmissione radiofonica di qualche tempo fa. Le viene un nodo in gola, si sente, s'imbarazza e sembra rattristarsi e mi confessa che le è dispiaciuto molto abbandonare quella trasmissione e che ha appunto romanzato il fatto nel libro (infatti la protagonista perde il lavoro nella rubrica di un giornale...tra le tante cose che perde), ma sono convinta che entrambe le 'Chiare' hanno ritrovato loro stesse......si vede!



Chiara mi hai sgamata, i miei occhi non mentono.
Lo terrò molto caro, grazie mille.

venerdì 28 marzo 2014

Luciano come nel salotto di casa sua...

Ieri 27 Marzo 2014, grazie a chi si è sbattuto per altri e che non ringrazierò mai abbastanza, ho assistito alla prima tappa del tour Piccole Città di Luciano nella sua Correggio, e sembrava proprio di stare nel salotto di casa.
E' stata una serata molto intima. Lui che ci ha abituato alle file  per raggiungere i luoghi delle esibizioni, alla ricerca del parcheggio più comodo o più tattico, a scarpinate incredibili per raggiungere l'ingresso di stadi palazzetti o campi volo, alla fila per entrare, alla perquisizione di zaini, alla folla appena dentro, all'aria di festa da respirare a pieni polmoni, alla distanza dal palco, allo stare in punta di piedi per poterne vedere almeno il ciuffo dei capelli scomposto, alle grida, alle urla, al ballare forsennato, alla delusione del '...già finito....ancora...', alle file al contrario per tornarsene a casa tardissimo ma con un pieno incredibile di vita vissuta e ai finestrini abbassati
Ieri sera quasi nulla di tutto ciò. Nessuna fila nè per arrivare, nè per entrare, parcheggio comodo, posizione con vista panoramica sul palco. L'unica cosa che non è mancata è stata la buona compagnia, il pubblico più bello di tutti, la sua voce roca, le sue canzoni urlate e la musica al volume giusto...tanta, ma tanta davvero.
'Piccola città eterna' ha aperto la serata e via a seguire tanta musica ri-arrangiata come una volta, quando a fare da contorno erano piazze di paese o festival di partiti politici.
'Angelo della nebbia' ha confermato che, il mio mezzo di cammin della vita...., è passato da un pò tant'è che la sapevo TUTTA....
Si è cantato, urlato, saltato e ballato fino a perdere il fiato, fino a sudare in punti che non si conoscevano nemmeno tanto erano nascosti.
SPETTACOLARE, non c'è che dire.
Ad amici raccontati è stato dato un volto e una stretta di mano. Così si è conosciuto il grande Pietro, la mitica Manu ed Elisa....recenti compagni di buone letture.

Che belle cose!

Bravo Luciano, continua a stupirci e a riservarci sorprese, direi che ti vengono benissimo!


lunedì 24 marzo 2014

Francesco Guccini, a causa del tempo andato, ha perso delle cose.....

...ma sicuramente non il suo senso dell'ironia e la sua schiettezza.
Ha dell'incredibile, al di là di qualsiasi previsione, il Forum sabato 22 era affollatissimo come non mai. Nemmeno nomi illustri come Volo, Mazzantini, Alberto Angela, Tornatore.. avevano dato tanto. In questo giorno così particolare e ricco di sorprese, sembrava proprio che nessuno volesse perdersi un'occasione del genere: Guccini, di solito schivo e riservato, che incontra il suo pubblico a Modena, personalmente.
Insomma si è potuto dichiarare sicuramente il tutto esaurito!!!
Salita la rampa di scale, come mai prima di allora, due sedie, prodotte da qualcuno di abbastanza conosciuto, erano lì pronte per me. E allora mi è bastato occuparle entrambe ed attendere....l'arrivo, baci e abbracci con chi farà compagnia per qualche ora ....e si può iniziare.
Dopo una lunga e lenta introduzione il Guccio inizia a raccontare le cose perdute, tratte dalla sua nuova pubblicazione 'Nuovo dizionario delle cose perdute' appunto dove tutto profuma di passato già dall'immagine di copertina. Usa come intro le pezze da culo, quelle classiche toppe che si usavano mettere nelle parti più lise dei pantaloni e che nessuno avrebbe mai notato, nonostante l'evidenza, se non si guardava proprio lì.....
E poi via con i pantaloni alla zuava, che facevano invidiare i pantaloni lunghi, ma che erano ad un gradino più alto di quelli corti, insomma un timido passaggio di grado o quasi, verso la società adulta.
E poi a nastro dalle 50 Lire in tasca da spendere per 3 Nazionali comprate al dettaglio e una granatina al chiosco dietro il teatro Storchi. Dalla colla vinilica fatta in casa, alla mitica carta carbone che veniva rigorosamente utilizzata dalla parte sbagliata. Dai barbieri che distribuivano calendari profumati un po' osé all'utilizzo che facevano delle schedine del Sisal per pulire la lama del rasoio durante la sbarbatura. Dalle cartoline che si inviavano durante le vacanze da qualsiasi posto del mondo e che venivano imbucate solo al ritorno, alla letterina di Natale sotto il piatto del papà o del babbo, puntualmente dimenticata in qualche recondito cassetto.
Tocca poi ai deflettori delle auto, alle frecce, all'autoradio estraibile...
E i mulini ad acqua, sappiate, che non sono bianchi come quelli di certe note pubblicità ma anche sporchi di tempo vissuto. E i cessi all'aperto con tanto di corredo di mosche, mosconi e fogli di giornale per un uso tutt'altro che informativo.
Non si risparmiano nomi di amici, parenti e conoscenti in genere, in tutto quel suo citare di eventi e di aneddoti che hanno caratterizzato la sua vita a Pavana e poi a Modena.
Anche Valerio Massimo Manfredi, già ospite in precedenza sullo stesso palco, ha voluto omaggiare l'amico con la sua presenza e con i suoi ricordi chiacchierando con l'amico come davanti ad un caffè al bar del paese.
Il tempo è volato, come quello vissuto appunto, tra sorrisi, chiacchiere e la fila per gli autografi. Peccato ne avrei speso volentieri dell'altro perché quando è bello o buono andrebbe vissuto a lungo.
Comunque bravo Francesco, non so se ci sarà di nuovo occasione, ma io qui lo scrivo lo stesso...chissà,


Alla prossima volentieri!


giovedì 20 marzo 2014

Generazione Liga

'Siamo chi siamo' è la canzone che Emanuela Papini sceglie durante la prima puntata di Radio Freccia, condotta eccezionalmente da Luciano Ligabue, l'undici Marzo duemilaquattordici. Nel corso di quella bellissima diretta, Luciano ed Emanuela presentano il nuovo libro 'Generazione Liga' scritto da Emanuela con l'aiuto di una manciata di fans del Liga, davvero fortunati.
Immagino che per loro è stato un vero onore scrivere qualcosa sul loro idolo di sempre e trovarselo pubblicato da Einaudi, anzi ne ho la certezza, ne ho le prove, presenti sulla pelle e che pelle...d'oca appunto.
Il libro contiene 16 racconti più un inedito di Luciano. Li ho letti quasi d'un fiato con i miei tempi, dopo aver ricevuto in dono la prima edizione del libro, dono cercato e voluto e....fin troppo.
Il filo conduttore dei racconti è il dolore, la lotta, la determinazione, il cadere, il risollevarsi, la consapevolezza, l'amicizia e alla fine di ogni storia il ritrovarsi sempre dentro le Sue canzoni che fanno da colonna sonora durante la lettura.
Le storie:
C'è Lui, con il suo pubblico che è il più bello di tutti, ad emozionarsi dopo ogni concerto.
C'è Manu (non volermene se ti chiamo così, ma ormai l'ho sentito dire tante volte che sei diventata Manu anche per me) con il suo dolore in un momento molto particolare che doveva essere invece di gioia e di spensieratezza. E poi il suo prendersi in mano e con una botta di coraggio mostrarsi a Lui per quella che è, e farsi accettare fino ad arrivare fin qui con determinazione e grinta.
C'è il grande Pietro che ha coltivato e realizzato un sogno, quello di essere il factotum di una persona conosciuta nel salotto di casa, da piccolo, ed è stato amore a prima vista.
E poi ci sono tutti gli altri, i fortunati, ognuno con la propria storia selezionata tra migliaia, dalla pazienza di Manu. Ed ognuno ad esporsi in prima persona, a tirar fuori frammenti di vita vissuta, per i quali hanno dovuto cambiare la pelle, per i quali hanno dovuto rimettersi in gioco, per i quali hanno dovuto dire addio a qualcosa o qualcuno.
E poi c'è la mia preferita, quella che ho visto nascere, crescere e trasformarsi. Quella di cui ho condiviso ansie, attese, passione ed incontri talmente inaspettati da riempire il cielo, di stelle....anche se poi stelle non erano, tanto da lasciarmi a bocca aperta. E' una storia di ragazzi con tante speranze, che passano giorni insieme, in braghe corte a correre dietro a un pallone. La storia di ragazzi che hanno voglia di vivere le loro storie insieme, ma anche da soli, fuori dai campi e dagli spogliatoi. Ed è proprio fuori da lì  che qualcuno si brucia per sempre, ma è in quegli ambienti carichi di fatica, sudore e parole dette a raglio che gli amici lo vanno a ritrovare e con la loro forza e il loro coraggio lo portano insieme fin sul gradino più alto. Ma ancora tanta sofferenza e vuoto in giro. E poi una lettera, un nome un cognome e un miracolo....e la ruota che gira bene anche se volte fin troppo in fretta.
Il cantante continua a scrivere canzoni, a fare concerti, perchè per tutta la Sua gente Lui è

...questa qua è per te che che non ti puoi spegnere
non hai mai avuto tempo devi troppo vivere 
è per te questa qua per la tua golosità
ti strofini contro il mondo tanto il mondo non ti avrà
Perchè sei viva viva così come sei 
quanta vita hai contagiato, quanta vita brucerai...
...solo viva come vuoi!

Brava Manu, hai contribuito nel realizzare il sogno più grande di un bambino, e hai portato la Sua Gente sia su che giù dal palco.






mercoledì 19 marzo 2014

Giuseppe Tornatore ruba i baci al cinema...

Giuseppe Tornatore, sulla falsa riga del finale di Nuovo Cinema Paradiso pubblica e presenta il libro fotografico 'Il Collezionista di Baci'.
Il novantenne e amico Filippo Lo Medico, esercente di sale cinematografiche per una vita, colleziona tutti i manifesti dei film che proietta nelle sue sale, cosa assai rara per quei tempi, in cui nulla si sprecava e spesso i manifesti venivano venduti a cinema minori o si utilizzavano per avvolgere le 'pizze' delle pellicole stesse.
Tornatore si avvicina al cinema per la prima volta all'età di 6 anni, accompagnato dal padre, e da allora è nato un idillio.
Racconta, come se fosse nel salotto di casa sua in compagnia di amici, che il cinema del suo piccolo paesino siciliano era, ovviamente per quei tempi, parrocchiale e tale Don Adelfio assisteva alla prima dei film da proiettare, da solo e munito di campanella che faceva tintinnare ad ogni scena da tagliare perchè considerata troppo 'osè'. Ed è così che chi in sala di proiezione colletta una serie di scene prevalentemente di baci, considerati non adatti al pubblico bigotto.
Tornatore poi cerca di comprare tutti quei baci famosi ma il budget del suo film non glielo permette ed è così che ne esce questo libro che finalmente immortala, in qualcosa da condividere con il prossimo.
Ma perchè tagliare i baci? Cosa c'è di così terribile in un bacio fosse questo finto come quello che si mostra dietro una macchina da presa?

Il bacio spesso sostituisce una serie di parole dette o non dette, anche se bisogna parlare, sempre!
Il bacio è l'espressione di un sentimento.
Il bacio è dolcezza.
Il bacio è passione.
Il bacio è un trovarsi.
Il bacio è un sentirsi.
Il bacio è uno scambio.
Il bacio è emozione, felicità trasporto.
Il bacio è una promessa non scritta.
Il bacio è un per sempre.

Quel prete palloso ha tagliato solo finzione, peccato, forse non ha mai saputo trarre da quei baci la cosa più bella del mondo: l'Amore! 

Tornatore conclude dicendo che il cinema è :

'Il mondo dove tutto è possibile. Il cinema esiste grazie all'inganno dell'occhio che percepisce il movimento da una sequenza di immagini. Ecco perché, nel linguaggio cinematografico, credo sia centrale meravigliarsi e lasciarsi ingannare!'

Nella vita reale invece è necessaria sincerità e trasparenza, complicità e condivisione.
Il bacio è anche tutto questo.
Presto Giuseppe passerò a dare un'occhiata al tuo Paradiso.....come mi ha consigliato spesso il baffo, ancor prima che ti incontrassi.

martedì 11 marzo 2014

Per tutti i gusti.

Come da titolo del blog, una delle mie tante passioni è la cucina. Non mi reputo una creativa, infatti spesso copio e incollo, modificando quantità, cambiando ingredienti e mettendoci del mio, appunto! Mi piace trascrivere a mano le ricette che mi piacciono, sul mio ricettario ad anelli, utilizzando biro colorate per le varie parti della procedura. Mi sforzo pure di scrivere in bella calligrafia. Mi piace anche distribuire, quelle che reputo buone, agli amici. Ho però scoperto, col tempo, che serve prestare molta attenzione alle dosi o si rischia riderci sopra.....per sempre!
Veniamo alle ragioni del post. Quante volte ho sentito dire davanti ad un banchetto luculliano, io preferisco il dolce.., io preferisco il salato...Io per esempio adoro il salato. Curiosando in rete, a me piace scoprire il significato delle cose, ho letto che il dolce viene associato, a livello psicologico, all'amore, agli affetti e al bisogno di coccole, perché ogni volta che entriamo in contatto con questo sapore siamo rimandati, in modo inconscio, al calore, alla vicinanza, alla sicurezza e alla “dolcezza” della mamma. Simbolicamente il salato, invece, rimanda alla curiosità, alla creatività, alla voglia di esplorare.
Bene, oggi ce n'è per tutti i gusti. Basta cambiare alcuni ingredienti, si passa dal dolce...al salato in un attimo.
Ho deciso di postare un primo tipico modenese, le rosette. A casa di mia nonna materna nei giorni di festa non mancavano mai . Poi, visto il periodo, ho pensato di fare le tagliatelle dolci di Carnevale.
La base è uguale per entrambe le ricette, quello che cambia è l'esponente.

BASE: 
4 uova,
400 gr di farina
olio evo q.b.
impastare gli ingredienti e tirarlo in sfoglie leggermente grosse, io rigorosamente con la macchinetta a manovella della nonna.....che di mattarello proprio non riesco :-(


ESPONENTE per il salato
200 gr di cotto (meglio se saporito, tipo affumicato o grigliato e comunque dipende dai gusti)
200 gr di emmental a fette
300 gr di ricotta
500 gr di besciamella per la copertura

Stendere sulla sfoglia a strati, gli ingredienti in questo ordine, cotto, emmental, ricotta. Arrotolare la sfoglia su se stessa e tagliarla a rondelle di circa 2 cm. Mettere in una pirofila da forno uno strato di besciamella, le rosette e ricoprire il tutto con la besciamella rimasta. Se dovesse risultare troppo solida aggiungere un pò di latte alla fine. Infornare in forno caldo a 180° C per circa 30 minuti.

ESPONENTE per il dolce
zucchero q.b.

Cospargere la sfoglia di zucchero. Arrotolare la su stessa e tagliare a rondelle di due centimetri. Friggere in abbondante olio di arachidi da ambo i lati delle rondelle, fino a doratura. Scolare su carta assorbente e lasciare raffreddare.

                                                  

Buon appetito.

lunedì 10 marzo 2014

Con Alberto in viaggio nella cappella Sistina

Ecco che stavolta tocca partecipare ad un incontro davvero atteso, quello con Alberto Angela, sempre al forum Monzani, che mi dovrebbe portare in Viaggio nella cappella Sistina. Premetto che non m'intendo d'arte, non mi sono mai avvicinata troppo, non fa per me non me ne intendo, anche se apprezzo chi la fa e chi la sa raccontare bene. Apprezzo sicuramente Alberto Angela, mi ha sempre affascinato il suo sapere e come lo racconta, cattura!
Questa volta a salire sul palco del forum è appunto lui e noto subito che la televisione non gli rende gloria a sufficienza. Appare molto più giovane e piacente dal vivo, col suo capello lungo e semi-incolto.
Apre subito con una serie di affermazioni che commuovono e fa rendere fieri di essere italiani.
L'Italia ha un patrimonio storico-culturale unico al mondo. Solo in Italia esistono testimonianze di qualsiasi periodo storico e gli artisti che si sono susseguiti nel tempo le hanno reso gloria e splendore. Il problema è che fatichiamo a mantenerlo o a mostrarlo per quello che è. Molte opere ci sono state rubate o le abbiamo cedute, vendute o scambiate nel tempo, quello che è rimasto lo consideriamo solo un bene di lucro.
E da qui tornano a riecheggiare nella mia testa le parole di Lui.....

....Buonanotte all'Italia che ci ha il suo bel da fare, tutti i libri di storia non la fanno dormire....
...fra San Pietri e Madonne...ed i segni di ieri che non vanno più via...

Poi attacca a raccontare il suo libro illustrato con tanto di immagini a mostrare una delle nostre tante bellezze appunto, la cappella Sistina. Purtroppo nel mio primo e unico viaggio a Roma non sono riuscita a visitarla, la fila per entrare non sarebbe stata sopportata da chi mi accompagnava. Ma tant'è che un pezzo di cuore è rimasto comunque là lo stesso.
Il libro gli è stato commissionato, lui non si ritiene un critico d'arte. Il libro vuole raccontare di tutti quei particolari che i milioni di visitatori non riescono a cogliere, perché troppo piccoli e troppo in alto. E le immagini a far da sfondo a tutte quelle belle parole.
Parla di Michelangelo e ne è uscito il quadro di un personaggio strano.
Coraggioso riesce a dipingere all'interno di un edificio puramente religioso centinaia di corpi nudi, anche in atteggiamenti ambigui, con il benestare dei grandi Papi dell'epoca.
Tirchio attaccato ai soldi riesce a risparmiare sui materiali quando è lui a dover pagare, come nella cappella Sistina, e a non badare a spese quando a pagare sono gli altri, come nel Giudizio Universale. Per questo motivo in quest'ultimo c'è tutto quell'azzurro ad attirare anche l'occhio più distratto. Pare che alla sua morte avesse accumulato una ricchezza tale da essere il più ricco del cimitero!
Caparbio, Michelangelo è uno scultore e quando gli viene commissionato l'affresco della cappella, non esita un attimo ad accettare, a farsi la punta al cervello per dipingerla nel migliore dei modi studiando stratagemmi e soluzioni che al giorno d'oggi con i mezzi più sofisticati in assoluto non riusciremmo nemmeno ad immaginarci . Ci passa ben vent'anni della sua vita là, a testa in su. E non ho potuto non pensare alla recente partecipazione di Crozza a Sanremo quando, citando appunto l'artista e il suo periodo passato in quella maniera facendo riferimento alla fatica che può aver fatto, citò per contrasto quelli che da dieci anni non riesco a fare una legge.... da seduti.... in Parlamento.
Vendicativo, Michelangelo utilizzava spesso come modelli i frequentatori del cantiere e pare che un certo Biagio da Cesena, si sia permesso di giudicare l'operato come dipinti da osteria. Michelangelo ha raffigurato così Biagio da Cesena in una scena in cui si mostra nudo con un serpente che gli avvolge il copro e con la testa attaccata ai genitali.....però ha avuto l'onore di essere uno dei protagonisti di uno degli affreschi più famosi e visitati del mondo.
Geniale per aver creato e ideato in vent'anni di vita, un capolavoro del genere ricco di particolari e di metafore fini a volte in perfetta controtendenza che chi glieli aveva commissionati.
Purtroppo in questi 450 anni di vita la costruzione, edificata su un terreno molto molle, ha avuto diversi cedimenti e la cosa più incredibile è che il particolare più inflazionato al mondo, le mani di Adamo e Dio, nella scena della creazione, non sono più di Michelangelo ma di un suo seguace che le ridipinse dopo un crollo e soprattutto dopo la morte di Michelangelo.
E' stato veramente interessante, Alberto ha ammaliato il pubblico. Se i docenti delle nostre scuole o università fossero tutti come lui, sarebbe una passeggiata riempire gli animi dei giovani per incentivarli a riprendersi in mano un pò della propria patria.
Ha lasciato il pubblico appunto con questo compito per casa: la storia ci ha regalato una grande ricchezza, sta a noi conservarla, preservarla e farla conoscere al mondo come un bene ineguagliabile.

Bravo Alberto e complimenti a papà per come ti ha cresciuto.

giovedì 6 marzo 2014

Teniamo botta.....2 con Sandro ed Enrico.

Di nuovo un'iniziativa per la solidarietà proprio come due anni fa circa. C'è solo da sperare che il contatore si fermi qui.
Questa volta bisogna raccogliere fondi per gli asili di due paesi alluvionati, Bomporto e Bastiglia, nel Gennaio 2014. La macchina di Radio Bruno si è mossa veloce e solerte, come sempre, ha organizzato in pochi giorni un concerto a Modena. Sono veramente un mito, ci sono sempre. Pochi sms e sono stati acquistati 4 biglietti in tribuna. La compagnia è più o meno la stessa delle altre volte, quella che si diverte e non la smette mai di ridere, anche se per certi versi i tempi sono un po' cambiati.
Siamo arrivate per tempo, parcheggiato vicino e un fila composta si era già formata. Sì ,composta! Una cosa che ha dell'incredibile al giorno d'oggi e in Italia. Gente di tutte le età era bella ordinata in attesa dell'apertura dei cancelli. Chi con me, chiedeva perché si doveva fare una fila (e ribadisco io ordinata) così lunga quando lo spazio antistante l'ingresso era vuoto e ci si poteva ammassare tutti là....ma non ha avuto adesioni la sua domanda poco intelligente(!?!?).
Ore 18.00 apertura cancelli, nessun problema ad entrare, appunto, e ad occupare i posti, scomodi, nell'aera riservata ai biglietti acquistati.
Ore 19.10 si comincia! La strana coppia è simpatica, divertente e piena di parole come sempre....e non so proprio come fanno. Scorrono immagini toccanti degli asili alluvionati, è una desolazione.
Tocca ai Nomadi aprire, all'ora dell'aperitivo, perché poi hanno il loro bel da fare per impegni precedentemente presi, ma hanno voluto esserci ugualmente, a costo di non cenare e di sfidare traffico ed autovelox, perché Beppe & C. fanno parte dei 'sempre presenti'. Io Vagabondo ha ovviamente chiuso la loro performance musicale, non poteva essere altrimenti.
Alberto Bertoli è un figlio d'arte a tutti gli effetti. Giovane molto, capello lungo raccolto dietro che fa di brutto, sembra un attore. Anche lui è sempre presente e degno figlio di un padre che il pubblico ricorda volentieri e con emozione.
Poi tocca ricordare a chi è dedicato il concerto, Oberdan Salvioli, morto per salvare suoi concittadini in difficoltà, senza pensare un attimo a cosa stava rischiando....il bene più prezioso che aveva, la sua vita! Era un bel ragazzo, ma ora questo poco importa, ora è un eroe.
Una schiera di giovani usciti da varie trasmissioni musicali delle TV commerciali, hanno impegnato il palco per un'oretta, annoiando un pò però, ma hanno  avuto il loro momento di gloria e il gettone per il loro ego da rinfrancare.
Malika e Iskra sono bravissime con le loro voci molto particolari, cantano cover di canzoni vecchissime alla loro maniera, incendiando finalmente il pubblico assopito. Andrea Mingardi, sensibilmente provato, canta in dialetto 'che du maron' e i cori dietro ad accompagnarlo fino alla fine.
Poi eccoli finalmente 3 comici d'accezione su una palco prettamente canoro, infiammano la folla a suon di risate e battute sempre graditissime. E' un tripudio!
Luca Carboni, vestitissimo! Tocca lui cantare i suoi successi e anche il duetto con Alberto tocca, tocca molto. Paolo Belli è un animale da palco con la sua big band numerosissima, da spettacolo e non solo. Dà tutto quello che ha e anche quello che non ha, cantando e ballando come un forsennato....l'arancino con i piedi come lo definisce Fiorello in collegamento per l'occasione. Nek è sul palco e ci rimarrà per quasi un'ora, come se il concerto fosse suo. Il buon Filippo si è rimboccato le maniche e durante i giorni successivi all'alluvione ha portato aiuti e aiuto alle popolazioni, pulendo locali e risollevando animi, è bravo non c'è dubbio e sente sua quella serata.
Tutti, quelli rimasti, sul palco per l'ultimo coro Azzurro come un principe insieme alla strana coppia che di strano ha solo resistenza e coraggio e voglia di fare, cosa che dovrebbero avere tutti anche chi comanda.
L'uscita è composta come l'entrata e il caos non è esagerato.
Va beh l'essersi spacciate per gruopies a quarant'anni suonati per farsi firmare il biglietto da Nek si poteva evitare ma tant'è......che non si è fatto!
Bravi tutti, soprattutto a Sandro ed Enrico ai quali dedico tutto ciò!!!!
Alla prossima, ma in radio, che a tenere botta abbiamo visto che gli emiliani sono bravi, ma ora basta!!!