mercoledì 29 ottobre 2014

Massimo Bottura: tradizione, arte, passione e ....Emiliano!

Il titolo la dice già lunga, ma preferisco come sempre addentrarmi tra le righe e leggere, o in questo caso scrivere, tra esse.
Giuro, Massimo Bottura, non sapevo chi fosse finché non è uscita la nuova programmazione del Forum. Poi va beh, l'accoppiata con Pif mi avrebbe portata comunque, tempo permettendo, da quelle parti.
Ma il caso, sempre lui, ha fatto sì che, complice la visione serale di una rete locale ma anche no, arrivassero, in tempi diversi, due notizie che lo riguardavano strettamente.
La prima era che per l'ennesima volta il noto cuoco e la sua nota (!?!?) Osteria la Francescana di Modena si erano aggiudicati un premio come miglior ristorante, da un noto rotocalco e da una ben più nota guida....Non per questo scelgo un ristorante piuttosto che un altro, ma ho accolto la notizia con grande piacere essendo sia lui sia il ristorante 'delle nostre parti'. E' sempre un orgoglio quando qualcuno vicino a te riesce in una qualsiasi impresa, qui lo chiamano orgoglio Emiliano.
L'altra notizia, arrivata pochi giorni dopo, era quella che il sopra citato e, a questo punto ben noto chef, avesse distribuito in un famosi parco della centralissima Manhattan centinaia di Hamburger 'Emilia', un mix di manzo cotechino grana balsamico e salsa verde, suscitando le invidie e la curiosità di quelli che da quelle parti di quel cibo hanno fatto la loro fortuna e monopolio mondiale.
Beh sono andata così al Forum un pò meno ignorante del previsto.
Pif era già nell'atrio che stringeva mani, distribuiva selfie a go-go e autografava di ogni, sempre con la sua aria trasognante e apparentemente poco intelligente....
Il Forum era stipato come tante altre volte. All'ingresso sul palco dello chef, un'intera ala dell'auditorium si è alzata in piedi applaudendo e trascinando il resto della sala e sono stati brividi quando Massimo ha estratto il telefono per immortalare la scena con malcelata emozione.
Quando ha potuto... ha attaccato a parlare e come.....
Ho capito subito che è un grande, un umile e soprattutto un artista senza tavolozza e pennelli, ma armato di voglia di fare, di passione e di orgoglio per la sua terra.
Nonostante la manifesta emozione ha catturato l'attenzione anche del più distratto e disinteressato astante. E voilà spuntare il blocco d'appunti...sulla prima battuta colta da un'intervista registrata e proiettata, oltretutto fatta in Inglese

'...rimani concentrato sui sogni e li vedrai realizzare..' 

A questo punto non poteva non piacermi, non piacere... E poi è stato un tutt'uno

'..la cucina diventa una fucina d'idee..

E questi sono solo alcuni dei frammenti catturati da quell'artista che dice: in cucina non si urla come ormai siamo soliti vedere nei più iper trasmessi reality televisivi, ma la cucina è fatta di musica, di divertimento, di riunioni, di liti e di imprecazioni ma anche di rappacificazioni, perché

'noi siamo la terra del cibo lento e delle macchine veloci, fatta di gente che trasforma le passioni in mestieri, gente tosta che non supera le difficoltà, le distrugge...'

Il suo libro 'vieni in Italia con me' è già stato tradotto anche in Inglese 'Never trust a skinny italian chef' (non fidarti di un cuoco italiano magro) e raccoglie stralci di quella Modena dalla quale mi sento in affitto e le ricette della nostra tradizione riviste e rivisitate in chiave moderna perchè 

'...non possiamo perderci nella nostalgia, ma dobbiamo portare il passato nel futuro in modo che la tradizione sia in evoluzione e non subisca una rivoluzione..'

Per il buon Pif, completamente negato in cucina, e in starna accoppiata con il cuoco, non c'è stato spazio se non per qualche battuta da spalla un pò incerta e per la sua ordinazione per la cena: un sofficino...
Per concludere le emozioni più grandi sono state date dai suoi infiniti NOI e non solo IO, proferiti a nastro per sè e per i suoi ragazzi, per quelli che ci sono da sempre, per quelli che ci sono stati e per quelli che ci saranno, perchè la sua cucina è disponibile ad accogliere anche il giovane Giapponese con in tasca poco più del biglietto di ritorno ma con tanti sogni da realizzare.
Massimo ha salutato tutti facendosi promettere dal Sindaco di Modena Muzzarelli di valutare l'opportunità di realizzare nel parco di Villa Sorra l'università del gusto per dare l'occasione ai nostri giovani studenti di agraria o del turistico di poter continuare a realizzare sogni e aspettative direttamente sulla nostra terra, senza doversi allontanare troppo....dalle nostre tradizioni appunto.
Questa è Italia o l'Emilia e a tutti gli italiani con non vogliono l'Italia dico che il mondo è bella perchè è grande, che nessuno li trattiene che possono andare perchè che chi vuole fare per la sua terra già c'è, basterebbe saperlo imitare e non solo criticare.
Ora posso dire che Massimo è un grande, un'artista, un passionale e un Italiano...e sa emozionare anche se molto probabilmente non potrò mai permettermi di frequentare la sua cucina, peccato.


martedì 7 ottobre 2014

Ecco il mio Piccolo Principe.....

Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.

Da questa frase, carpita in rete per altri motivi qualche settimana fa, mi è nata la curiosità e la volontà finalmente di mettere gli occhi su 'Il Piccolo Principe' di Antoine de Saint Exupery.
Come avevo sentito dire, non è una lettura facile, anche se è un libro per ragazzi in realtà. La storia in se stessa è un pò contorta, ma è necessario leggere tra le righe come spesso, come sempre per capire i messaggi che l'autore tramite il suo Piccolo Principe ha voluto mandare ai lettori.

I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo....
...Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare.

Si parla di uomini e di umanità e dalla loro incapacità, appunto, a cogliere l'essenziale dalle cose e dalle persone, senza doverne trarre benefici per se stessi come ormai la maggior parte di noi sta facendo, l'uomo è diventato un egoista non solo con il denaro ma anche con i sentimenti. Si ama per essere amati, si dà per avere...

Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose.

Da bambini certe cose non ce le chiediamo, non scegliamo un compagno di giochi per le sue scarpe i suoi vestiti, il suo modo di pettinarsi o per il colore della sua pelle, ma solo per il puro divertimento. 

Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo.... Per favore, addomesticami.

L'Amore per qualcuno o per qualcosa ha sì bisogno di attenzioni e di protezione, ma con questo non è necessario tenere quelli a cui vogliamo bene sotto una campana di vetro o legati per sempre a noi con un filo invisibile. La mania del possesso o del controllo, il voler cambiare le persone pur di tenercele vicine è la causa delle sofferenze più atroci. Dipendere o al contrario possedere qualcun altro non ci fa crescere nell'amore ma nella sofferenza di quello che non possiamo vedere.

E’ una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. E’ una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza.
Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

Le esperienze che facciamo vivendo, ci plasmano e ci cambiano. A volte ci feriscono altre volte ci riempiono di gioia. Sta a noi raccogliere tutto quanto nel bene e nel male, caricarcelo sulle spalle come un bagaglio e portarcelo dietro sopportando, facendone tesoro. Non bisogna mai rinunciare a vivere solo perché un sasso ci ha fatto inciampare e cadere, ci si può sempre rialzare e ripartire, finché ci è dato di farlo bisogna approfittare del tempo che abbiamo a disposizione perché quello passato non ce lo rende nessuno. E allora avanti!

A me piace vedere con il cuore, anche se cerco di tenere comunque gli occhi sempre ben aperti, quando posso. 
Penso di aver fatto una buona scelta intrufolandomi tra quelle righe....