mercoledì 25 marzo 2015

Ho sentito il Liga in quel di Rimini!

Altro giro e altro regalo, in tutti i sensi. In giro per il mondo sarebbe stato troppo sia per i tempi sia per la situazione economica del momento sia.... Ma Rimini è veramente a un tiro di schioppo, come si suol dire, quindi si va. E poi c'è il Natale con i suoi presenti da fare e perchè no, anche il compleanno che si può festeggiare fuori porta per una volta... Insomma i presupposti ci sono tutti eccome e sembravano tirarti a forza dentro a qual palazzetto che è poi uno stadium.
E poi la voglia, sempre quella che ti porta a seguire il cantante per quanto possibile....
Il giorno è arrivato che nemmeno te ne sei resa conto, presa da precedenti periodi un pò particolari, come spesso, come sempre. Per questo motivo bisognava sentire cosa aveva da dire a te questa volta il cantante, sì perchè ogni volta Lui te l'ha detta cantando la sua versione, e tu ne hai sempre preso atto, perchè in fondo un pò ti fidi delle sue canzoni...dai.
Questa volta non hai voluto sentire e informarti e controllare e...le date precedenti la tua, volevi la sorpresa, anche se poi alla fine qualcosa ti è arrivato lo stesso.
Stavolta hai fatto anche la vera fan, hai partecipato alla scelta della bonus track che lui regala ad ogni data e hai scelto, d'istinto senza pensare, quella canzone che era in elenco e che è stata tua per tanto tempo, troppo......Col senno di poi ti sei pentita di quella scelta, perchè effettivamente non era più il suo momento.
Poi si parte, con comodo, guidi tu come sempre, che c'era chi aveva da dormire al ritorno perchè stanco e preso anche da una giornata lavorativa iniziata presto o c'era chi a farla guidare anche no, che mica l'autostrada è un circuito di Formula 1, no no!!!
L'andata ti è sembrata lunga, alimentata dalle solite aspettative, dalla fotta, dall'attesa, dalla voglia di arrivare, che poi comunque c'era da aspettare che si aprissero i cancelli.
Il parcheggio tattico tatticissimo, praticamente avevano lasciato il garage del palazzetto aperto per te.
Alcuni passi, pochi, alcuni scatti mossi, che poi non si sa se è sempre colpa del soggetto che non sta mai fermo o del fotografo che ha il morbo...
La fila è composta(!?!?), le chiacchiere con i vicini, inevitabili, il freddo che ti prende dentro, perchè hai volto vestire il giusto per non avere ingombri indesiderati. Il mal di schiena, con cui ti eri alzata, si è nascosto dietro quella valanga di roba buona e di cui hai abusato, ma non era il suo momento era da ricacciare da dove era arrivato, e pensi che dovrai fare i conti con lui il giorno dopo, ma intanto è un altro giorno quindi uno alla volta e via, e sai che comunque non ti avrà mai. I bagordi della sera prima ti hanno lasciato ancora una gran sete, ma devi resistere che il catetere, quello no quello proprio non potevi portarlo.
Aprono, c'è chi spinge....solito, ma in un attimo sei dentro e ti rendi conto subito delle dimensioni ridotte della location, che proprio non ti aspettavi, il che ti fa essere vicina vicinissima, quasi come in quella piccola città di cui serbi ancora il ricordo del tuo miglior concerto.
E poi sei seduta con la cena frugale e le chiacchiere e gli inevitabili selfie che hanno contagiato anche te. Il messaggio del buon concerto arriva puntuale come sempre, come quando non era necessario scriverlo ma era sufficiente sussurrarlo. Sei in piedi in un attimo, nemmeno te ne accorgi, ma tocca a te e sei lì per quello. Si spengono le luci, parte la musica e il cantate è lì e lo vedi, lo vedi bene, benissimo. Lui parla delle sue 'battaglie' in quella Rimini, più o meno le stesse tue, le prime. Poi quel film, che a te piace un sacco, proprio lì su quella strada. Poi sono tutte quelle canzoni le tue, le sue. Canti stonando come sempre, urli non ti puoi muovere e questo proprio non ti piace ma non ci puoi fare nulla. Fa caldo, molto, quindi sudi e butti fuori tutto quello che si era annidato dentro nelle ultime settimane, mesi, anni. Cerchi di espellere tutto è tanto, non ce la farai mai, ma ci devi provare per TE.
Poi quelle note, quella canzone, non te l'aspettavi, proprio non ci voleva, non ora. Si annoda tutto all'altezza della gola, te ne freghi e lasci andare, lasci che gli occhi si riempano e che le lacrime scendano a bagnarti il viso. Cerchi di nascondere con le mani, la voce ritorna, ti guardi in giro e chi è lì e ti conosce da sempre, chi c'è sempre stato da prima di te forse capisce, ma discretamente ti lascia stare, non chiede, non ti guarda, ti lascia da te.

Ti sento nell'aria che è cambiata....
Ti sento nel mezzo di una strofa....
Ti sento, lo stomaco si chiude...
Ti sento... e parlo di profumo 
t'infili in un pensiero e non lo molli mai...
al punto che disturbi, al punto che è già tardi
Ti sento dentro tutte le canzoni 
in un posto dentro che so sempre io...

E qui il tuo cantante ti ha fregato, non eri lì per quello, ma ci sei e devi proprio uscirne, SUBITO.
Asciughi i dolori con il bordo della maglietta, sotto gli occhi di chi ha capito ma continua a far l'indifferente e continuerà anche poi.
Il resto è solo musica, parole, allegria, voglia, braccia, la tua canzone che non ha vinto il contest,  ma la scelta è ricaduta giustamente su una buona per qualcun altro, su miracoli che ci sono e ci saranno. E ti va bene così, anzi benissimo. Poi canta la TUA canzone come sempre, la urli disperata, perchè quelle notti lì, spesso ci sei, esattamente dove sta puntando l'indice, lì a pochi passi dalla transenna, proprio lì sotto nel tuo posto unico, come citava il biglietto.
Poi sono i bis, e pensi che sia presto troppo, troppo corto, troppo in fretta come sempre, come sei abituata tu a vivere, sempre correndo.
Sei soddisfatta anche se ti ha fregato di brutto, ma Lui te l'aveva detto subito che

C'e sempre una canzone per caso o per fortuna
C'è sempre una canzone che non fa dormire
C'è ancora una canzone ancora da sentire
E sei un particolare nel quadro generale, ma che non possono ignorare.

E tu li lasci fare........

Finisce, mandi in giro info sui bis non ascoltati forse. Si festeggia con un brindisi un compleanno che ha dato uno scopo a tutto. Hai la conferma che il viaggio di ritorno è sempre più breve di quello di andata, ma chi con te non ti crede.
Sei a casa, stanca e felice hai fatto il pieno ma mandi ancora auguri in giro, che è già oggi, quindi si può!!
Tutto ha avuto inizio un anno fa e ti rendi conto che  nonostante tutto sei ancora in giro, e che forse ci sarai ancora almeno finchè avrai fiato e gambe, quindi non è escluso che ci si veda di nuovo.... al Campo.....



sabato 14 marzo 2015

Imparerai!

E poi capita che certi messaggi ti arrivino proprio da quel social che hai faticato a farti amico e proprio da una di quelle pagine che TU hai deciso di seguire....
L'hai copiato e incollato là dove tieni i tuoi appunti elettronici in attesa, come tuo solito, di digerirlo, perchè sapevi già che, dopo la prima veloce e ingorda lettura, serviva un'elaborazione come ti accade spesso....o sempre.
E ora che i cantieri si siano aperti, che le strade sono state intraprese, che indietro non si torna e che il passato è passato, che tu hai te e questo ti basta, sai esattamente cosa devi fare....anche se c'è sempre da imparare....appunto....
Ed eccolo qui, nella versione a te destinata, quella che hai fatto tua. L'hai letto e riletto e non hai avuto dubbi, era destinato a te e non a caso 

"Dopo un certo tempo imparerai la differenza tra dare la mano e soccorrere un’anima…
Imparerai che amare non significa appoggiarsi e che compagnia non sempre significa sicurezza. Inizierai ad imparare che i baci non son contratti, né omaggi, né promesse…
Inizierai ad accettare le tue sconfitte a testa eretta, alta, guardando dritto davanti a te, con l’allegria di un adulto e non con la tristezza di un bambino.
Scoprirai che molte volte solo sfiori le persone che ti importano di più, e pertanto dobbiamo sempre dir loro che le amiamo, in quanto mai saremo sicuri di quando sarà l’ultima volta che li vedremo.
Imparerai che le vere amicizie vanno crescendo nonostante le distanze, che non importa quello che si ha, bensì chi si ha nella vita… 
......
Vedrai che richiede molto tempo il riuscire ad essere la persona che vogliamo essere e che il tempo è breve.
Imparerai che non importa dove sei arrivato, ma dove sei diretto e, se non lo sai, qualsiasi posto è utile…
Imparerai che se non controlli i tuoi atti questi ti controlleranno e che l’essere flessibile non significa essere debole o non aver responsabilità, perché non importa quanto delicata e fragile sia una situazione, in quanto esistono sempre due lati.
Imparerai che gli eroi son le persone che fecero il necessario affrontandone le conseguenze.
.....
Scoprirai che certe volte la persona che tu ti aspetti ti possa schiacciare quando cadi, forse sia una delle poche che ti aiutano ad alzarti.
Maturare ha più a vedere con quanto imparasti con le esperienze che non con gli anni che hai vissuto. Imparerai che c’è in te del tuo paese molto più di quello che supponi…
Imparerai che mai si deve dire a un bambino che i suoi sogni sono stupidaggini, poiché poche cose sono tanto umilianti e sarebbe una tragedia se ci credessero, perché avresti tolto loro la speranza…
.....
Imparerai che non importa in quante parti il tuo cuore fu diviso, il mondo non si arresta perché lo si ripari…
Imparerai che il tempo non è qualcosa che può ritornare, pertanto devi coltivare il tuo giardino e decorare la tua anima invece di aspettare che qualcuno ti porti fiori.
Imparerai che quando senti rabbia hai il diritto di averla ma ciò non ti dà il diritto di essere crudele.
Scoprirai che solo perché qualcuno non ti ama nel modo che vorresti, non significa che non ti ami con tutto ciò che può, in quanto ci sono persone che ci amano ma non sanno come dimostrarlo, né è sempre sufficiente essere perdonato da qualcuno, qualche volta dovrai imparare a perdonar te stesso. 

Imparerai che non dobbiamo cambiare gli amici se siamo disposti ad accettare che gli amici cambino.
Ti renderai conto che potrai passare bei momenti con il tuo miglior amico facendo qualsiasi cosa oppure nulla, solo per il piacere di sfruttare la sua compagnia…
Scoprirai che son necessari anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla e che tu pure potrai fare cose di cui ti pentirai per il resto della tua vita.
Imparerai che le circostanze e l’ambiente che ci circonda hanno influenza su di noi, ma noi siamo gli unici responsabili di ciò che facciamo.
...
Imparerai a costruire tutti i tuoi cammini, perché il terreno del domani è incerto per i progetti e il futuro ha l’abitudine di cadere nel vuoto.
Dopo un certo tempo imparerai che il sole brucia senza che tu ti esponga troppo…
Accetterai, inoltre, che le persone buone qualche volta ti possano ferire e dovrai perdonarle…
Imparerai che parlare può alleviare i dolori dell’anima.
Allora saprai realmente di poter sopportare, che sei forte e potrai andare molto più lontano di quello che avresti pensato quando credevi di non farcela.
È che realmente la vita vale quando si hanno il valore e il coraggio di affrontarla..."


Imparerai - Jorge Luis Borges

E imparerai a cadere e a rialzarti, da sola.
E imparerai che non si è mai finito di imparare.....

lunedì 9 marzo 2015

Nessuno si salva da solo....dipende....

Capita che di Margaret Mazzatini in tempi non sospetti hai letto tanto. Per quanto possibile ti piace leggere di autori italiani, più o meno famosi e complice quel suo capolavoro di Venuto al mondo, hai poi letto a nastro Non ti muovere, Nessuno si salva da solo e il recente Splendore che hai letteralmente divorato in uno dei tuoi momenti di avidità più intensa. Sinceramente Nessuno si salva da solo ti ha lasciata un pò perplessa, probabilmente non era il suo momento.
Poi capita che, circa un anno fa, il palco di quel forum che ti ospita spesso o quantomeno il più possibile, ti ha dato modo (qui) di conoscere Margaret e il marito Sergio di persona e di sapere che presto questo libro, che hai faticato a digerire, potrebbe diventare un film.
Poi il trailer, la presentazione del regista in quella trasmissione che parrebbe dare previsioni meteo ma anche no e la compagnia giusta, sembrava proprio che ti invitassero a forza verso quella pellicola. Era venuto il suo momento e quando succede bisogna coglierlo al volo.
Come quando hai le tue sensazioni in giro che vogliono comunicarti qualcosa, ti aspettavi molto da quel film, tanto forse troppo. Ti aspettavi forse, che ti comunicasse il messaggio che vai cercando in questo periodo, o la soluzione per lo sblocco da una situazione contingente, pesante....una delle tante.

Il film è molto coerente con quelle pagine lette tanto tempo fa. Durante una cena tra due persone che si stanno separando in maniera piuttosto ostile, ripercorrono a ritroso flash-back di quella vita vissuta insieme in cui si sono tanto amati, in cui sono nati due figli ma da cui entrambi stanno fuggendo con una sorta di odio di intensità spropositata. Sì perchè a volte quell'amore che ti è bruciato nelle vene, che ti ha fatto battere forte il cuore e che ti ha fatto far pazzie, preso dalla quotidianità schiacciante, si fa da parte, per lasciare il posto a litigi e incomprensioni, a inganni e tradimenti, fino a sfociare nell'agonia del non sopportarsi più.
Le scene ti ricordano storie vere più o meno vicine che il buon Castellitto ha saputo immortalare in maniera egregia e ti chiedi se da quelle scene verrà fuori la soluzione al dilemma che ti assilla.
La cena finisce con qualche sorriso finalmente, con il lento rientro verso casa in compagnia di due anziani felici di essere ancora uniti e che pronunciano la frase che dà il titolo al film e al libro Nessuno si salva da solo appunto.

E allora tu spettatrice ingorda di conferme la interpreti come una domanda perchè non sei così convinta che debba essere un'affermazione per forza. Dipende. Dipende da quello che hai vissuto, da quello che stai passando e da quello che vorresti vivere. In due o più ci si salva meglio perchè ci si sostiene a vicenda, ma è anche vero che se questo sostegno viene a mancare si cade. Da solo puoi contare solo su te stesso, sulle tue forze. ma è anche vero che non devi rendere conto a nessuno se ti sposti e quindi se il tuo sostegno viene a mancare. Serve veramente tanta complicità e tanta sintonia per salvarsi in compagnia e questo non è semplice da instaurare. Da soli si corre il rischio di essere presi dalla malinconia e dalla disperazione, soprattutto quando si avvicina l'autunno della vita, ma è anche vero che si dispone di tanta libertà nella gestione del proprio tempo per cui non resta che saperlo utilizzare al meglio riempiendolo di interessi e di stimoli. Inoltre dov'è scritto che noi possiamo qualcosa contro la fine di un amore?

Il finale dà ad intendere alla maggior parte del pubblico una risposta certa a questo quesito, una specie di lieto fine. Ma a te che già non l'avevi digerito in tempi non sospetti, nonostante tanta acqua sia passata sotto i ponti e forse anche qualche terremoto più o meno geologico, il dubbio rimane e chissà se un giorno avrai mai una risposta. Intanto sai di avere qualcosa in più di qualcun altro, hai te e questo è già tanto.....e ci resti ancora per un pò, perchè come canta qualcuno, sai che dentro di te c'è un bel posto da vivere.



lunedì 2 marzo 2015

Con la partecipazione di Francesco Guccini

Succede a volte di dire o scrivere frasi di circostanza in fase di commiato, una delle più diffuse è '...alla prossima' in modo da auspicare una sorta di arrivederci. E così è stato. Dopo aver utilizzato questa frase di recente, scopro appunto che il buon Guccio, come quasi un anno fa, sarà di nuovo presente al Forum.
Questa volta dovrebbe fare solo presenza e chiacchierare con Marco Santagata....che nella mia profonda ignoranza appunto ignoravo.
Andando, ho quindi scoperto che Marco Santagata è uno storico, ricercatore e docente dell'Università di Pisa e che ha scritto già diverse opere su Petrarca prima e Dante poi. Questa che ha presentato, è un romanzo su Dante, 'Come donna innamorata', in cui l'autore cerca di descrivere, utilizzando anche un pò di fantasia, un Dante malato di epilessia, politico, marito e padre di famiglia ma soprattutto un Dante innamorato di Beatrice. Quindi un Dante umano e non solo un Dante poeta come spesso ci viene raccontato sui banchi di scuola.
Ammetto che Dante l'ho frequentato poco. Conosco, perchè quando non si aveva un'età, te lo servivano dopo colazione spesso ma, a parte '..nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, chè la diritta via era smarrita...' ho dei vaghi ricordi di quell'inferno purgatorio e paradiso tanto decantati. Ho sempre preferito letture più contemporanee ai classici, forse perchè non mi prendono particolarmente o forse perchè le cose imposte non mi piacciono e tendo a rifiutarle.
Come spesso però, quando incontro qualcuno che parla della propria opera con sentimento, resto sempre piacevolmente colpita e così è stato anche con Santagata. Complice sicuramente il buon Guccio che si è dimostrato all'altezza della situazione come sempre, è stato un bel pomeriggio, con i due che si sfidavano a suon di reminiscenze storico-politico-poetiche con gli ovvi paragoni tra la società del Dolce Stil Novo e la società in cui viviamo. Ovviamente un pò da fan, ho prestato molta più attenzione alle parole del pavanese che, come sempre, sono state dirette e divertenti. Ha dichiarato che quello che lui scrive è sempre in qualche modo frutto del vissuto, del ricordo, di stralci di vita passata e romanzata in un libro ad hoc.
Quello che mi ha più colpito del pomeriggio è stata l'entrata stanca e zoppicante del Guccio. Mi ha fatto tanta tenerezza vederlo arrancare quei pochi passi. Mi sono davvero commossa. Il tempo lascia il segno del suo passaggio, non c'è pezza, e bisogna, quei segni, saperli portare con dignità e naturalezza proprio come ha fatto lui su quel palco.
E bravo Francesco che purtroppo, per questioni di tempo, non ho potuto salutare di persona questa volta ma siccome ha portato bene ora qui scrivo .....alla prossima....in modo che sia di buon auspicio.