...bravo! Ma soprattutto bello, bellissimo.
Nell'ultima serata di Sanremo è arrivato sul palco in pace, protetto da uno scudo da guerriero. Anche lui ha fatto il suo elogio alla bellezza, mostrando immagini del nostro bel paese che tanti ci invidiano.
La nostra grande bellezza oscilla in continuazione con grandi disastri. Siamo un complesso popolo di diversi, che stanno bene nelle barzellette.
Il nostro patrimonio culturale, naturale e intellettuale è qualcosa che tutti ci invidiano, che tutti ci vorrebbero comprare, tanto che in passato li abbiamo scambiati per pagare debiti.
Allora, mentre le sue parole uscivano a nastro, mi sono venute in mente le strofe di una bellissima canzone che con le sue parole e le sue immagini a fare da sfondo, hanno incendiato di entusiasmo tanti concerti.
.. Buonanotte all'Italia deve un pò riposare, tanto a fare la guardia c'è un bel pezzo di mare
c'è il muschio ingiallito dentro questo presepio che non viene cambiato, che non viene smontato...
ma
..zanzare e vampiri che se la succhiano lì, se lo pompano in pancia un bel sangue così...
Buonanotte all'Italia che si fa o si muore, o si passa la notte a volerla comprare.
Buonanotte all'Italia..sdraiata sul mondo con un cielo privato
tra San Pietri e Mandonne fra progresso e peccato..ed i segni di ieri che non vanno più via..
..tutta questa bellezza senza navigatore ...
...e una stella fa luce senza troppi perchè ti costringe a vedere tutto quello che c'è...
Buonanotte all'Italia che si fa o si muore o si passa la notte a volersela fare....
Bravo Crozza e bravo anche a Luciano che, con questi bei versi, ha contribuito ad arricchirla di qualcosa che resterà per sempre!
lunedì 24 febbraio 2014
domenica 23 febbraio 2014
Certi notti...Luciano canta
Sanremo quinta e ultima serata. Luciano Ligabue di nuovo sul palco come anticipato.Attacca e le prime note sono per me qualcosa di inconfondibile.
Certe notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei,
Certe notti la strada non conta e quello che conta e sentire che vai....
Canta proprio di quelle Certe notti, di quelle notti che ho sentite mie fin dal loro debutto, già nel lontano 1995. Di quelle notti che non sono mai mancate a nessuno dei suoi concerti ai quali ho partecipato, di quelle notti che non finiranno mai come ha scritto lui di suo pugno copiando due appunti. E le lacrime copiose a scendere, a rigare guance, a sciogliere nodi e magoni, a dissetare le labbra amaramente chiuse di una bocca che non ha più parole né sorrisi da un pò. Lui é lì per dirmi qualcosa e non è solo.
La canzone finisce prima della fine, è un intro a qualcosa che mai e poi mai avrei giudicato più azzeccato per il momento contingente, allora è lì per me davvero! È lì per alleggerire le spalle da ciò che ha provocato danni e ferite visibili. È lì perché ...
Quando tutte le parole sai che non ti servon più,
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù...
che nessuno se lo spiega perchè sia successo a te.
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle 'grazie no'
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Quando indietro non si torna,
quando l'hai capito che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vorrà dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile....
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.....
Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà...
che la vita è sempre forte molto più che facile ....
sopra il giorno di dolore che uno ha....
E allora non mi è restato che arrendermi e lasciarlo continuare.
E sfoga tutta la sua indignazione nel Sale della Terra lasciando senza fiato il conduttore, improvvisato ballerino come non gli accadeva dal 1982. Conclude con il suo presente musicale e sulle note e sulle parole di Per sempre e di quell'istante che rimane lì piantato eternamente si conclude la sua esibizione.
Certe notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei,
Certe notti la strada non conta e quello che conta e sentire che vai....
Canta proprio di quelle Certe notti, di quelle notti che ho sentite mie fin dal loro debutto, già nel lontano 1995. Di quelle notti che non sono mai mancate a nessuno dei suoi concerti ai quali ho partecipato, di quelle notti che non finiranno mai come ha scritto lui di suo pugno copiando due appunti. E le lacrime copiose a scendere, a rigare guance, a sciogliere nodi e magoni, a dissetare le labbra amaramente chiuse di una bocca che non ha più parole né sorrisi da un pò. Lui é lì per dirmi qualcosa e non è solo.
La canzone finisce prima della fine, è un intro a qualcosa che mai e poi mai avrei giudicato più azzeccato per il momento contingente, allora è lì per me davvero! È lì per alleggerire le spalle da ciò che ha provocato danni e ferite visibili. È lì perché ...
Quando tutte le parole sai che non ti servon più,
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù...
che nessuno se lo spiega perchè sia successo a te.
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle 'grazie no'
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Quando indietro non si torna,
quando l'hai capito che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vorrà dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile....
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.....
Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà...
che la vita è sempre forte molto più che facile ....
sopra il giorno di dolore che uno ha....
E allora non mi è restato che arrendermi e lasciarlo continuare.
E sfoga tutta la sua indignazione nel Sale della Terra lasciando senza fiato il conduttore, improvvisato ballerino come non gli accadeva dal 1982. Conclude con il suo presente musicale e sulle note e sulle parole di Per sempre e di quell'istante che rimane lì piantato eternamente si conclude la sua esibizione.
Le canzoni non vanno mai spiegate....
ha detto Luciano. Lui che è di poche parole, quello che deve dire lo dice cantando; sta al pubblico ascoltare, leggere tra le righe o in questo caso tra le note, e fare proprio quello che sente arrivare più nel profondo.
Come dice Bruno delle tue canzoni ti puoi fidare. E io mi fido!
Grazie Luciano per aver cantato per me! Ci si vede a Padova.
Come dice Bruno delle tue canzoni ti puoi fidare. E io mi fido!
Grazie Luciano per aver cantato per me! Ci si vede a Padova.
venerdì 21 febbraio 2014
Luciana Littizzetto è....
....brava, ma lo sanno tutti e non sono qui per dire questo.
La Litti è bella, anzi è bellissima!!!!
Terza serata di Sanremo, eccola apparire seduta a bordo palco con le gambe incrociate, nella sua posa classica insomma, quella in cui la vediamo spesso la domenica sera.
E' lì per parlare di bellezza dice, perché Sanremo è bellezza, e si chiede perché abbiano scelto come presentatori lei e Fazio appunto!
Il monologo si inerpica sullo svariato mondo dei rifatti e di quelli che non ammettono di esserlo, che non si accettano ma non vogliono farlo sapere, insomma. Ma lei dice:
..la verità è che uno nella vita può fare quello che vuole ma la bellezza non è perfezione, è strappo, inquietudine....siamo tutti diversi, un mondo di uguali è orribile, un incubo, era così nei sistemi totalitari, dove si ammazzavano i diversi.
L'applauso nasce spontaneo...spero! Prosegue parlando di diversi, di menomazioni fisiche e di malattie genetiche, di persone che affrontano il mondo a testa alta nelle loro diversità. Invita le grosse compagnie commerciali ad inserire questi diversi nelle famiglie felici dei loro spot pubblicitari ed incita le mamme a raccontare ai propri figli che una donna senza un braccio non è meno bella di una che ha il seno rifatto...
...perchè se in futuro nostro figlio darà fuoco ad uno storpio non c'è nulla da stupirsi, 'i fiammiferi glieli abbiamo dati noi'.
So di un giovane che rispetto ai coetanei ha più difficoltà ad apprendere, a leggere, a scrivere e a calcolare.....ha passato i primi anni della sua vita in punizione perché disturbava ed era iperattivo.
E' arrivato in età scolare che la fiducia in se stesso non sapeva nemmeno dove stava di casa, pensava di essere diverso dagli altri appunto!. Ha affrontato ed imparato a convivere con la sua diversità accettandola e parlandone ed ora è un ragazzo adorabile, sensibile e giudizioso, che vede il mondo da un punto di vista migliore, un punto di vista dove il problema non è più lui.....come volevano fargli credere!!!
W le diversità e la loro bellezza!!!
Grande Litti, sei forte, un abbraccio sincero.
La Litti è bella, anzi è bellissima!!!!
Terza serata di Sanremo, eccola apparire seduta a bordo palco con le gambe incrociate, nella sua posa classica insomma, quella in cui la vediamo spesso la domenica sera.
E' lì per parlare di bellezza dice, perché Sanremo è bellezza, e si chiede perché abbiano scelto come presentatori lei e Fazio appunto!
Il monologo si inerpica sullo svariato mondo dei rifatti e di quelli che non ammettono di esserlo, che non si accettano ma non vogliono farlo sapere, insomma. Ma lei dice:
..la verità è che uno nella vita può fare quello che vuole ma la bellezza non è perfezione, è strappo, inquietudine....siamo tutti diversi, un mondo di uguali è orribile, un incubo, era così nei sistemi totalitari, dove si ammazzavano i diversi.
L'applauso nasce spontaneo...spero! Prosegue parlando di diversi, di menomazioni fisiche e di malattie genetiche, di persone che affrontano il mondo a testa alta nelle loro diversità. Invita le grosse compagnie commerciali ad inserire questi diversi nelle famiglie felici dei loro spot pubblicitari ed incita le mamme a raccontare ai propri figli che una donna senza un braccio non è meno bella di una che ha il seno rifatto...
...perchè se in futuro nostro figlio darà fuoco ad uno storpio non c'è nulla da stupirsi, 'i fiammiferi glieli abbiamo dati noi'.
So di un giovane che rispetto ai coetanei ha più difficoltà ad apprendere, a leggere, a scrivere e a calcolare.....ha passato i primi anni della sua vita in punizione perché disturbava ed era iperattivo.
E' arrivato in età scolare che la fiducia in se stesso non sapeva nemmeno dove stava di casa, pensava di essere diverso dagli altri appunto!. Ha affrontato ed imparato a convivere con la sua diversità accettandola e parlandone ed ora è un ragazzo adorabile, sensibile e giudizioso, che vede il mondo da un punto di vista migliore, un punto di vista dove il problema non è più lui.....come volevano fargli credere!!!
W le diversità e la loro bellezza!!!
Grande Litti, sei forte, un abbraccio sincero.
mercoledì 19 febbraio 2014
Luciano Ligabue sul palco di Sanremo quasi in ……. Mondovisione!
In realtà questo blog si sarebbe dovuto sottotitolare
Di Liga, di musica, di libri, di cucina e di tutto ciò che faccio mio!
Il Liga è la mia grande passione da sempre, da quando agli inizi degli anni '90 cantava ancora nelle piazze dei paesi della bassa e nei Festival dell'Unità, l'ho sempre seguito per quel che ho potuto, anche al Bar.
Ieri sera anche lui, complici sicuramente Fazio e la Litti, è arrivato sul palco della città dei fiori, per la prima volta.
Il tam tam della sua presenza è stato incredibile. Preannunciato da un post sul sito di Ligachannel che terminava con :
‘…stiamo lavorando parecchio - per voi e per noi - e che abbiamo diverse sorprese (alcune anche piuttosto imminenti) in ballo.’
e, inaspettatamente, le presenze saranno ben due….non è mai troppo tardi!
Dopo un avvio di serata travagliato, per tutta una serie di motivi, eccolo arrivare, al suo fianco il paladino di tante serate, il bravissimo Mauro Pagani.
E' lì per rendere omaggio al grande Fabrizio De Andrè, nel giorno che sarebbe stato del suo 74° compleanno.
Canta l'impegnativa 'Creuza de ma', con tanto di sottotitoli che appaiono in sovrimpressione. L'interpretazione è spettacolare. Mani in tasca, perfettamente eretto, sguardo avanti a vedere il pubblico, concentrato a raccogliere nella mente tutte quelle difficili parole nel tipico dialetto Genovese o, come piaceva definirle a De Andrè, nella lingua del mare. Pagani lo accompagna egregiamente con strumento e voce. Il pubblico ammutolisce, anche quello a casa. Dal divano mi arrivano dirette tutte quelle parole di cui cerco il significato leggendo velocemente proprio per non perdermi nulla del contorno.
La canzone finisce, la musica pure, il bravo presentatore ringrazia e saluta il cantante che se ne va discretamente così come è arrivato. Il pubblico applaude commosso, sembra aver apprezzato la presenza e la ricorrenza. Ora il Festival può iniziare per quello che è il suo scopo, presentare le canzoni di cantanti più o meno noti, approdati lì per guadagnarsi un posto nel tempio della musica italiana.
A me non resta che aspettare fino a sabato quando apparirà di nuovo sul palco a dare spettacolo come sa fare Lui......
Ciao Liga a presto!
Di Liga, di musica, di libri, di cucina e di tutto ciò che faccio mio!
Il Liga è la mia grande passione da sempre, da quando agli inizi degli anni '90 cantava ancora nelle piazze dei paesi della bassa e nei Festival dell'Unità, l'ho sempre seguito per quel che ho potuto, anche al Bar.
Ieri sera anche lui, complici sicuramente Fazio e la Litti, è arrivato sul palco della città dei fiori, per la prima volta.
Il tam tam della sua presenza è stato incredibile. Preannunciato da un post sul sito di Ligachannel che terminava con :
‘…stiamo lavorando parecchio - per voi e per noi - e che abbiamo diverse sorprese (alcune anche piuttosto imminenti) in ballo.’
e, inaspettatamente, le presenze saranno ben due….non è mai troppo tardi!
Dopo un avvio di serata travagliato, per tutta una serie di motivi, eccolo arrivare, al suo fianco il paladino di tante serate, il bravissimo Mauro Pagani.
E' lì per rendere omaggio al grande Fabrizio De Andrè, nel giorno che sarebbe stato del suo 74° compleanno.
Canta l'impegnativa 'Creuza de ma', con tanto di sottotitoli che appaiono in sovrimpressione. L'interpretazione è spettacolare. Mani in tasca, perfettamente eretto, sguardo avanti a vedere il pubblico, concentrato a raccogliere nella mente tutte quelle difficili parole nel tipico dialetto Genovese o, come piaceva definirle a De Andrè, nella lingua del mare. Pagani lo accompagna egregiamente con strumento e voce. Il pubblico ammutolisce, anche quello a casa. Dal divano mi arrivano dirette tutte quelle parole di cui cerco il significato leggendo velocemente proprio per non perdermi nulla del contorno.
La canzone finisce, la musica pure, il bravo presentatore ringrazia e saluta il cantante che se ne va discretamente così come è arrivato. Il pubblico applaude commosso, sembra aver apprezzato la presenza e la ricorrenza. Ora il Festival può iniziare per quello che è il suo scopo, presentare le canzoni di cantanti più o meno noti, approdati lì per guadagnarsi un posto nel tempio della musica italiana.
A me non resta che aspettare fino a sabato quando apparirà di nuovo sul palco a dare spettacolo come sa fare Lui......
Ciao Liga a presto!
lunedì 17 febbraio 2014
Ho portato il mio cuore in piazza!!!!
L’iniziativa parte da Facebook, precisamente da Simona, che
mangia estro e fantasia tutti i giorni a colazione, pranzo e cena. E’ un
vulcano di idee! A me arriva per altri canali, che frequento quotidianamente, o
perlomeno appena ho un attimo di tempo da dedicare alla navigazione in rete.
Poi l’invito arriva anche per altre vie e allora di nuovo la
domanda…perché non andare? E’ comunque un modo per passare un pomeriggio di
festa diverso dai soliti.
La piazza è già gremita, tutti hanno il loro cartoncino
colorato stretto in mano o al collare dei loro amici a quattro zampe, con sopra
scritto il nome e o l’anno di nascita. La giornata promette bene, sembra quasi
Primavera anche se siamo solo al 16 di Febbraio.
La piazza è diversa da quella che eravamo abituati a
frequentare ma questa è un’altra storia.
Simona dà le dritte a destra e a manca, non si ferma un
attimo nonostante le ferite nascoste che ancora la fanno tribolare.
Firmiamo il cartellone a dimostrare che c’eravamo, i molto
giovani sono un po’ restii, ma hanno altri pensieri per ora e per fortuna. Si
scattano foto che andremo a cercare presto in giro. Si incontrano vecchi amici,
conoscenti, politici, commercianti, visi noti e meno noti ma quello che
colpisce di più l’occhio sono i sorrisi sinceri e i colori.
Suonano le trombe, tutti si fermano per qualche minuto e
alzano il loro cuore al cielo, tutti rivolti verso Marcello intento a leggere
la sua pagina aperta…quella pagina oggi l’hanno scritta i Crevalcoresi riuniti
lì.
Poi di nuovo quel suono e ordinatamente si vanno a
depositare i cuori sui gradini di quel monumento che è sempre lì a testimoniare
chi eravamo e chi siamo….un paese che ha partecipato a un bel gioco per farsi
vedere e sentire ancora una volta da chi non ha né occhi né orecchie.
Si guarda poi l’effetto di tutti quei cuori, ci si saluta, s’incontra
gente che di solito frequenti in rete, ma Sei di Crevalcore se…..poi camminare
a braccetto con loro in piazza una domenica pomeriggio qualsiasi.
Brava Simona e un abbraccio forte a tutti!
domenica 16 febbraio 2014
Margaret e Sergio sono uno Splendore....
Forum Monzani!!!! Questa volta tocca a lei, anche lei che ha il nome di quel fiore......
E' Margaret Mazzantini, che arriva sul palco del Forum con tutto il suo Splendore accompagnata dal marito e regista Sergio Castellitto.
Il suo libro, Splendore appunto, l'ho divorato, come mi capita spesso di fare. Sinceramente non avevo dubbi. Dopo Non ti muovere, Venuto al Mondo e Nessuno si salva da solo, non poteva essere una delusione ma una conferma. E' una brava a scrivere e ancor di più a parlare.
Irlandese di nascita è sicuramente romana d'adozione, l'accento non mente. Parla a raffica tanto da non riuscire a completare nè le parole nè le frasi....è una mitraglia, ma si fa capire molto bene, anzi troppo! Ammette di non avere la capacità di sintetizzare, del resto è una scrittrice.
E' sincera e diretta e, come si è definita lei, una persona vitale esattamente come Guido, uno dei due protagonisti del libro e voce narrante.
Il libro narra di due uomini, Guido e Costantino, di un Amore diverso, dapprima negato e poi riconosciuto, sofferto, respinto e di nuovo voluto, un continuo inseguimento di se stessi. L'autrice dice appunto che nella sofferenza e nella precarietà della vita l'unica cosa che ti fa muovere è l'Amore, che ti trascina e ti scaraventa lontano da te stesso. L'unica cosa che lei teme è ciò che è fermo, appunto.
E' la volta di Sergio, tocca a lui la fonte di luce che illumina il palco semi oscurato. Chi presenta, anticipa che leggerà la parte del brano in cui i due protagonisti, pur conoscendosi fin da bambini, si incontrano e si avvicinano annusandosi, toccandosi.... Chi mi è di fianco, che non ha ancora un'età, mi chiede se i protagonisti sono due cani, gli spiego che sono due omosessuali e si fa muto...chissà a cosa sta pensando.
Sergio legge e non ce n'è più per nessuno, è bravissimo, ammutolisce la platea catturandone l'attenzione con quel suo accento marcato e la voce profonda. Legge....
....e davvero accadde, e fu contro natura, e davvero vorrei sapere cos'è la natura, quell'insieme di alberi e stelle, di sussulti terrestri, di limpide acque, quel genio che ti abita, che ti porta a fronteggiare a mani nude le tue stesse mani e tutte le forze del mondo...
....ci piegammo come uomini sulle messi e raccogliemmo il nostro grano in quell'immenso splendore....e furono momenti infiniti perché ogni cosa tornava e passava, perché le nostre mani nell'acqua venivano sepolte dalla sabbia e poi pulite, e quella sabbia era la vita, la prima volta che arrivò dal mare e si depositò: era lì nelle nostre dita.
Il libro prosegue in una continua contraddizione, nel volere e nel non volere, nella mancanza, nel rifiuto, nella purezza, nella paura, in un continuo ritorno, nonostante le distanze, al primitivo, al luogo in cui i due protagonisti si sono conosciuti. La presenza del mare nel libro è una costante.
Margaret sostiene che la mancanza ci spinge a cercare ciò di cui abbiamo bisogno in qualcun altro, tutte le storie d'Amore nascono da una mancanza e noi ci immoliamo nella ricerca di qualcuno che possa colmarla.
Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?
E' necessario cercare di essere noi stessi perché la vita è una e come tale va vissuta, senza sprecarne nemmeno una goccia.
Di nuovo Sergio sul palco a leggere le ultime pagine del libro che comunque non sveleranno al pubblico la fine della storia.
...ma tu non vergognarti del tuo viaggio. La vita, credimi, non è un fascio di speranze perdute, un puzzolente ricamo di mimose, la vita raglia e cavalca nel suo incessante splendore.
Splendore nel libro ha diverse declinazioni è utilizzato per descrivere Roma, nel rapporto tra i protagonisti, per la mamma di Guido, per descrivere l'età dello splendore, appunto, di Costantino.
L'appuntamento volge al termine...ma io avevo una domanda da fare.....
La fila nel foyer per far firmare la copia già letta del libro è lunga e disordinata e un pò anche cafona.
In dirittura di arrivo noto che Sergio appostato dietro a Margaret sembra la piccola vedetta lombarda e, come d'abitudine mi scappa detto a voce alta. Lei sente lo riporta al marito e ne ridiamo tutti e tre insieme. Sono proprio due persone affabili. Le allungo la mia copia per la firma e la dedica e un pezzettino di carta con un'indicazione, un posto da raggiungere dove avrei riportato la mia domanda ancora senza risposta. La domanda la posso fare anche lì, lei aspetta fissandomi.
Perché il cane di non ti muovere si chiama Crevalcore?
E' il nome di un cavallo da corsa storico, lo trovò Sergio a suo tempo.....
Ancora alcune foto e posso andare con il mio carico di cultura, informazioni, ricordi, dediche e risposte.
Grazie Margaret e Sergio non mi dimenticherò facilmente di voi.
E' Margaret Mazzantini, che arriva sul palco del Forum con tutto il suo Splendore accompagnata dal marito e regista Sergio Castellitto.
Il suo libro, Splendore appunto, l'ho divorato, come mi capita spesso di fare. Sinceramente non avevo dubbi. Dopo Non ti muovere, Venuto al Mondo e Nessuno si salva da solo, non poteva essere una delusione ma una conferma. E' una brava a scrivere e ancor di più a parlare.
Irlandese di nascita è sicuramente romana d'adozione, l'accento non mente. Parla a raffica tanto da non riuscire a completare nè le parole nè le frasi....è una mitraglia, ma si fa capire molto bene, anzi troppo! Ammette di non avere la capacità di sintetizzare, del resto è una scrittrice.
E' sincera e diretta e, come si è definita lei, una persona vitale esattamente come Guido, uno dei due protagonisti del libro e voce narrante.
Il libro narra di due uomini, Guido e Costantino, di un Amore diverso, dapprima negato e poi riconosciuto, sofferto, respinto e di nuovo voluto, un continuo inseguimento di se stessi. L'autrice dice appunto che nella sofferenza e nella precarietà della vita l'unica cosa che ti fa muovere è l'Amore, che ti trascina e ti scaraventa lontano da te stesso. L'unica cosa che lei teme è ciò che è fermo, appunto.
E' la volta di Sergio, tocca a lui la fonte di luce che illumina il palco semi oscurato. Chi presenta, anticipa che leggerà la parte del brano in cui i due protagonisti, pur conoscendosi fin da bambini, si incontrano e si avvicinano annusandosi, toccandosi.... Chi mi è di fianco, che non ha ancora un'età, mi chiede se i protagonisti sono due cani, gli spiego che sono due omosessuali e si fa muto...chissà a cosa sta pensando.
Sergio legge e non ce n'è più per nessuno, è bravissimo, ammutolisce la platea catturandone l'attenzione con quel suo accento marcato e la voce profonda. Legge....
....e davvero accadde, e fu contro natura, e davvero vorrei sapere cos'è la natura, quell'insieme di alberi e stelle, di sussulti terrestri, di limpide acque, quel genio che ti abita, che ti porta a fronteggiare a mani nude le tue stesse mani e tutte le forze del mondo...
....ci piegammo come uomini sulle messi e raccogliemmo il nostro grano in quell'immenso splendore....e furono momenti infiniti perché ogni cosa tornava e passava, perché le nostre mani nell'acqua venivano sepolte dalla sabbia e poi pulite, e quella sabbia era la vita, la prima volta che arrivò dal mare e si depositò: era lì nelle nostre dita.
Il libro prosegue in una continua contraddizione, nel volere e nel non volere, nella mancanza, nel rifiuto, nella purezza, nella paura, in un continuo ritorno, nonostante le distanze, al primitivo, al luogo in cui i due protagonisti si sono conosciuti. La presenza del mare nel libro è una costante.
Margaret sostiene che la mancanza ci spinge a cercare ciò di cui abbiamo bisogno in qualcun altro, tutte le storie d'Amore nascono da una mancanza e noi ci immoliamo nella ricerca di qualcuno che possa colmarla.
Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?
E' necessario cercare di essere noi stessi perché la vita è una e come tale va vissuta, senza sprecarne nemmeno una goccia.
Di nuovo Sergio sul palco a leggere le ultime pagine del libro che comunque non sveleranno al pubblico la fine della storia.
...ma tu non vergognarti del tuo viaggio. La vita, credimi, non è un fascio di speranze perdute, un puzzolente ricamo di mimose, la vita raglia e cavalca nel suo incessante splendore.
Splendore nel libro ha diverse declinazioni è utilizzato per descrivere Roma, nel rapporto tra i protagonisti, per la mamma di Guido, per descrivere l'età dello splendore, appunto, di Costantino.
L'appuntamento volge al termine...ma io avevo una domanda da fare.....
La fila nel foyer per far firmare la copia già letta del libro è lunga e disordinata e un pò anche cafona.
In dirittura di arrivo noto che Sergio appostato dietro a Margaret sembra la piccola vedetta lombarda e, come d'abitudine mi scappa detto a voce alta. Lei sente lo riporta al marito e ne ridiamo tutti e tre insieme. Sono proprio due persone affabili. Le allungo la mia copia per la firma e la dedica e un pezzettino di carta con un'indicazione, un posto da raggiungere dove avrei riportato la mia domanda ancora senza risposta. La domanda la posso fare anche lì, lei aspetta fissandomi.
Perché il cane di non ti muovere si chiama Crevalcore?
E' il nome di un cavallo da corsa storico, lo trovò Sergio a suo tempo.....
Ancora alcune foto e posso andare con il mio carico di cultura, informazioni, ricordi, dediche e risposte.
Grazie Margaret e Sergio non mi dimenticherò facilmente di voi.
lunedì 10 febbraio 2014
Flavio Caroli scrive Voyeur e Paolo Valerio lo legge incantando….
Forum Monzani a Modena, di nuovo, questa volta è molto presto, sono le
16.00. Del resto c’è qualcuno che dopo deve andare di corsa fino a Milano per
presenziare, quasi come sempre, alla trasmissione Che tempo che fa?.
Questa volta tocca al critico d’arte Flavio Caroli, l’ho
visto spesso apparire sullo schermo di Rai3 con le sue mise a righe e il suo bizzarro ciuffo bianco, spiegando
l’arte in maniera egregia e, anche se non è il mio campo, ha quel modo di
coinvolgere lo spettatore fino al punto di farlo appassionare anche in cose a
lui completamente sconosciute. L’invito è arrivato all'ultimo ed ho scelto di
andare anche con scarso entusiasmo. Il pubblico, abbastanza datato, non è
eccessivo ma forse molti non hanno ricevuto l’informazione dell’anticipo di
orario.
Il professore si presenta zoppicante, puntuale e soprattutto
in bella compagnia, almeno da quello che la mia miopia riesce a
cogliere, ma anche quando riesce ad arrivare a tiro, l’opinione non cambia. L’attore
Paolo Valerio è veramente un bel marcantonio, nel suo abito da cerimonia
importante che contrasta piacevolmente con il capello fluente ordinatamente raccolto.
Inizia la lettura e Paolo si svela anche molto ma molto
bravo. Il libro pare bello e interessante, ma lui lo legge veramente in maniera
invitante. Dopo la prima interruzione, per lasciar parlare il bravo autore, ho
già deciso di acquistarlo, meglio se con narratore incluso….ma ovviamente non
si può avere tutto.
Il pomeriggio prosegue alternando le letture dell’attore alle
spiegazioni dell’autore, in merito a quel fotografo curioso che vive la sua
vita dietro un obbiettivo guardando e non solo vedendo, per arrivare a capire
cosa è forma e cosa è informe….come la morte.
Un pomeriggio davvero interessante per tutta una serie di
motivi.
Bravi ad entrambi e a presto in libreria per arricchire la
mia biblioteca di qualcosa di vissuto sulla pelle direttamente.
Un abbraccio a Flavio e Paolo e grazie per il bel tempo trascorso in compagnia.
sabato 8 febbraio 2014
I Rio hanno portato sul palco del Vox...Fiori....e non solo...
Dopo aver sfogliato la margherita dei 'si va' o 'non si va'....si va! Si arriva al Vox, ex Mascotte, ex Panda, teatro di tante serate danzanti negli anni in cui ero sì e no un'età, in tempo.
Un pò di coda e dentro, poco pubblico, il giusto, quello che serve.
L'attesa, molta! Poi via, parte la spalla solista, giovane molto....e poi loro finalmente e sono quasi le 23.
Portano tutti i fiori del loro ultimo album sul palco, si ascolta, si canta, con i dovuti toni e gli opportuni magoni del momento.
Il pubblico potrebbe partecipare di più, me compresa, si può migliorare anzi si deve!
Qualcuno di conosciuto viene invitato a salire sul palco, anche se il pubblico ebete non acclama, continua a non partecipare.
E' Alberto Borghi, timido sindaco di Bomporto, paese della bassa, alluvionato tra il 19 e il 20 di Gennaio. E' famoso per il suo 'sono a mollo ma non mollo!'.
E' lì per fare un appello che suona più o meno così :
'...sono qui a ricordare che l'Emilia Romagna è una regione Italiana, checchè se ne dica...'
Pare che il disastro che ha sconvolto la vita a centinaia di famiglie, non sia stato riconosciuto 'calamità naturale' e che non ci saranno finanziamenti. Ma come? Se gli argini si sono rotti per colpa di nutrie e volpi....più naturale di così....come doveva essere? Peccato che i dirigenti di certi enti, addetti ai controlli, continueranno a svolgere il loro lavoro regolarmente e a percepire stipendi più che abbondanti.
Finalmente l'applauso prolungato e il concerto continua con le Terremosse, appunto.
Altre apparizioni sul palco, molto coraggiose e gradite. Fabio è bravo, è un animale da palco anche lui, la sua voce, ineguagliabile, si sente anche senza microfono.
Alcune mancanze, del resto è il quinto album non possono più cantare tutto tutto tutto in due ore, quindi la mia metà me la ascolto....da me! E' quasi l'una si va a dormire, bravi, alla prossima se sarà!
Ah, i fiori non erano solo sul palco ma anche tra il pubblico!
Un pò di coda e dentro, poco pubblico, il giusto, quello che serve.
L'attesa, molta! Poi via, parte la spalla solista, giovane molto....e poi loro finalmente e sono quasi le 23.
Portano tutti i fiori del loro ultimo album sul palco, si ascolta, si canta, con i dovuti toni e gli opportuni magoni del momento.
Il pubblico potrebbe partecipare di più, me compresa, si può migliorare anzi si deve!
Qualcuno di conosciuto viene invitato a salire sul palco, anche se il pubblico ebete non acclama, continua a non partecipare.
E' Alberto Borghi, timido sindaco di Bomporto, paese della bassa, alluvionato tra il 19 e il 20 di Gennaio. E' famoso per il suo 'sono a mollo ma non mollo!'.
E' lì per fare un appello che suona più o meno così :
'...sono qui a ricordare che l'Emilia Romagna è una regione Italiana, checchè se ne dica...'
Pare che il disastro che ha sconvolto la vita a centinaia di famiglie, non sia stato riconosciuto 'calamità naturale' e che non ci saranno finanziamenti. Ma come? Se gli argini si sono rotti per colpa di nutrie e volpi....più naturale di così....come doveva essere? Peccato che i dirigenti di certi enti, addetti ai controlli, continueranno a svolgere il loro lavoro regolarmente e a percepire stipendi più che abbondanti.
Finalmente l'applauso prolungato e il concerto continua con le Terremosse, appunto.
Altre apparizioni sul palco, molto coraggiose e gradite. Fabio è bravo, è un animale da palco anche lui, la sua voce, ineguagliabile, si sente anche senza microfono.
Alcune mancanze, del resto è il quinto album non possono più cantare tutto tutto tutto in due ore, quindi la mia metà me la ascolto....da me! E' quasi l'una si va a dormire, bravi, alla prossima se sarà!
Ah, i fiori non erano solo sul palco ma anche tra il pubblico!
giovedì 6 febbraio 2014
Fabio Volo mi ha mostrato la sua strada verso casa e .....l'ho conosciuto!
In un passato abbastanza recente, ma che mi sembra lontano anni luce da ciò che è il presente che sto vivendo, ho avuto tra le mani La strada verso casa del buon e bravo Fabio Volo.
Acquistato il giorno stesso della sua uscita, ho la fortuna di possedere la prima edizione.
Poi la scoperta della presentazione del libro da parte dello scrittore in un posto molto vicino a casa, al Forum Monzani a Modena il 7 Dicembre 2013, quindi perché non andare a farsi autografare e dedicare la copia cartacea a me tanto cara? E allora si va.....
La lettura prende veramente pochi, pochissimi giorni; da buona e avida lettrice lo ingollo tutto d'un fiato, raccogliendo tutto il necessario (che è veramente tanto), piegando angoli di pagine e segnalando al mondo le frasi o le pagine che andavano a segno.
Era il mio libro di quel momento! Lì erano contenute le parole che non riuscivo a dire in maniera altrettanto precisa e puntuale, i miei pensieri accartocciati sono venuti fuori lisci e stirati. Man mano che la lettura procedeva tutto si faceva più nitido e chiaro le parole erano lì per me e io le ho fatte mie.
Così è sparita la terza gamba di un ipotetico tavolino, i fili che continuavano a tenermi legata a un passato che non era più presente e sono riuscita a liberarmi e a liberare tutto ciò che mi teneva ferma a un punto che non era più il mio. Alla fine di tutto una lettera scritta da uno dei protagonisti era stata scritta da me tramite la mano di un altro e mi sono sentita leggera e serena come non mai. Ero carica, si dice!
Poi l'incontro rimandato, atteso, desiderato, voluto. Ok, non ero sola, eravamo circa 1000, ma era come se lo fossi. C'eravamo io e lui. Lui parlava e io ascoltavo. Ha detto tutto quello che volevo sentirmi dire.
Poi la risposta a una delle tante domande poste dalla platea femminile agguerritissima:
'....nella vita mi piace prendere decisioni, non voglio far decidere altri per me, sono caduto a volte, ma mi sono sempre rialzato!'
E allora mi è venuto in mente quel suo 'buttarsi per cadere verso l'alto' di alcuni anni prima.....e allora perché non provarci? Si dài ci si prova, almeno così posso dire di non aver lasciato nulla di intentato o al caso o ad altri.
Bravo Fabio, tu continua così e io proverò di seguirti sempre, per quello che posso.
Grazie anche a Marco, Isabella, Andrea e Daniela e ad altri personaggi frutto della pura fantasia dello scrittore, ma veri e attuali come non mai.
Cercherò di fare la brava, sempre, lo prometto!
Acquistato il giorno stesso della sua uscita, ho la fortuna di possedere la prima edizione.
Poi la scoperta della presentazione del libro da parte dello scrittore in un posto molto vicino a casa, al Forum Monzani a Modena il 7 Dicembre 2013, quindi perché non andare a farsi autografare e dedicare la copia cartacea a me tanto cara? E allora si va.....
La lettura prende veramente pochi, pochissimi giorni; da buona e avida lettrice lo ingollo tutto d'un fiato, raccogliendo tutto il necessario (che è veramente tanto), piegando angoli di pagine e segnalando al mondo le frasi o le pagine che andavano a segno.
Era il mio libro di quel momento! Lì erano contenute le parole che non riuscivo a dire in maniera altrettanto precisa e puntuale, i miei pensieri accartocciati sono venuti fuori lisci e stirati. Man mano che la lettura procedeva tutto si faceva più nitido e chiaro le parole erano lì per me e io le ho fatte mie.
Così è sparita la terza gamba di un ipotetico tavolino, i fili che continuavano a tenermi legata a un passato che non era più presente e sono riuscita a liberarmi e a liberare tutto ciò che mi teneva ferma a un punto che non era più il mio. Alla fine di tutto una lettera scritta da uno dei protagonisti era stata scritta da me tramite la mano di un altro e mi sono sentita leggera e serena come non mai. Ero carica, si dice!
Poi l'incontro rimandato, atteso, desiderato, voluto. Ok, non ero sola, eravamo circa 1000, ma era come se lo fossi. C'eravamo io e lui. Lui parlava e io ascoltavo. Ha detto tutto quello che volevo sentirmi dire.
Poi la risposta a una delle tante domande poste dalla platea femminile agguerritissima:
'....nella vita mi piace prendere decisioni, non voglio far decidere altri per me, sono caduto a volte, ma mi sono sempre rialzato!'
E allora mi è venuto in mente quel suo 'buttarsi per cadere verso l'alto' di alcuni anni prima.....e allora perché non provarci? Si dài ci si prova, almeno così posso dire di non aver lasciato nulla di intentato o al caso o ad altri.
Bravo Fabio, tu continua così e io proverò di seguirti sempre, per quello che posso.
Grazie anche a Marco, Isabella, Andrea e Daniela e ad altri personaggi frutto della pura fantasia dello scrittore, ma veri e attuali come non mai.
Cercherò di fare la brava, sempre, lo prometto!
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