giovedì 15 maggio 2014

Duri come l'Acciaio..

Silvia Avallone descrive, in un intreccio di storie, la vita di Piombino completamente scadenzata dai ritmi della più grossa acciaieria italiana, la Lucchini. Dietro un colosso così grosso, potente e pericoloso, si celano le vite e i destini di famiglie oppresse dal disagio economico e dalla voglia di cambiare, ma senza riuscire a muove un passo nella direzione giusta.
La vita trascorre lenta e uguale come le stagioni, con i giovanni che avrebbero voglia di fuggire da una realtà che non sentono loro e i più vecchi rassegnati a quella sorta di ciclo che si ripete sempre uguale.
I giovani cercano emozioni forti nella droga, nel sesso, nei locali notturni, nelle folli corse in auto e in tutto ciò che è proibito. I genitori non hanno mai visto altro quindi si sono arresi a quella vita piatta.
Due ragazze, amiche da sempre, coi loro sogni cresciuti tra mare e asfalto mettono in gioco tutto, o almeno ci provano, pur di non percorrere la stessa strada dei loro parenti. Sognano di andarsene, sognano la gloria e il successo, sognano l'indipendenza. Alcuni di questi sogni le portano ad allontanarsi, a perdersi, a non sapere più chi sono. Cresciute in fretta, per la smania di qualcosa di diverso che le portasse lontano, bruciano le tappe della loro adolescenza. La vita continua allontanandole sempre di più, anche da se stesse.
Poi la tragedia, lo schiaffo preso e non restituito, di una giovane vita spezzata prima di aver ancora vissuto. La tragedia scuote le vite assopite e quelle che si erano momentaneamente perse.  Le due amiche ora possono ritrovarsi, ammettere le loro tendenze, ricongiungersi e provare di muovere insieme i loro primi passi verso la libertà.
Visitano finalmente l'Elba, che sta lì da sempre a poche bracciate di mare da loro. L'hanno sempre e solo vista dalla finestra di casa o dalla battigia, come un miraggio irraggiungibile. Finalmente il sogno si concretizza, si realizza, è bastato poco, è bastato muovere i passi nella direzione giusta.

Complimenti a Silvia Avallone, per come è riuscita a descrivere con tale trasporto ed emozione, quelle che sono le tribolazioni e lo struggimento che stanno spesso nascosti dietro la porta chiusa di una casa.

1 commento:

  1. Leggendo di Piombino (lì per lì ho immaginato il nomignolo di un bambino), l'Elba, i giovani, le amiche, i sogni da seguire sempre, è stato immediato pensare una roba che avevo appena letto in giro, e non sarà certo un caso, eccola: Sembra sempre impossibile fino a quando qualcuno lo fa.
    Poi, certo, a volte per fare accadere le cose ne devono capitare altre, a volte non belle...

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