In questi periodi di bassa o di down, come capita a volte di leggere, la cura migliore è fare, fare, fare...soprattutto attività manuali. E allora via che si fa la pasta fresca di vario tipo, di quella che certi adolescenti a volte richiedono anche se non è domenica e, visto il periodo, perchè no, i dolci di Carnevale da dividere anche con quella nonna ancora molto attiva, alla quale una volta toccavano tutte le produzioni di massa. Il primo tentativo è stato un flop pauroso, di quelli che in quegli orridi programmi televisivi ti avrebbero urlato dietro ogni tipo di improperi e la lacrimuccia sarebbe scesa copiosa dall'occhio di chi si sente un fallito solo per non aver adottato le dosi giuste.
Poi, la prodigiosa vicina di casa, che i consigli li sa dare davvero bene e in forma completamente generosa anche senza telecamera accesa e soprattutto senza urlare, svela il suo segreto delle 'Frappe' o 'Chiacchiere' che poi tanto segreto non è e non lo sarà più.....
E allora parte la produzione abbondante che poi c'è da dividere con amici e parenti più cari, perchè il bello del cucinare non è mangiare, ma la condivisione con il prossimo, o almeno credo......
Ed ecco qui il segreto di Giuliana - Frappe o Chiacchiere di Carnevale.
Ingredienti:
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di cognac
1 cucchiaio di olio d'oliva
1 limone grattugiato (solo la scorza)
1 hg di farina
Impastare tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo. Lasciare riposare l'impasto coperto per almeno un paio d'ore. Tirare una sfoglia molto sottile e tagliarla a strisce non troppo lunghe. Friggere in abbondante olio di semi di girasole bollente qualche secondo per parte finché non sono dorate. Fare scolare l'olio in eccesso e ricoprire con una spolverata di zucchero a velo.
Eccole:
E ora non resta che condividere. Gli amici finti o lontani o...si dovranno accontentare dell'immagine e di una battuta che fa al massimo sorridere, gli altri invece si possono fare sotto.

Al “solo per non aver adottato le dosi giuste” ho sorriso, poi ho riso. Poi ho letto la ricetta, dove sono scritte quantità con unità di misura diversi dalle scatole o sacchetti, e allora tutto è stato chiaro.
RispondiEliminaSono certo che le chiacchiere prodotte in ogni forma siano state e saranno buone e buonissime.
I miei complimenti.
E, hai ragione, in certe occasioni, col tempo, e con altro un po’ così, si deve fare fare fare…
Buon appetito, dunque, e buon carnevale.