lunedì 9 marzo 2015

Nessuno si salva da solo....dipende....

Capita che di Margaret Mazzatini in tempi non sospetti hai letto tanto. Per quanto possibile ti piace leggere di autori italiani, più o meno famosi e complice quel suo capolavoro di Venuto al mondo, hai poi letto a nastro Non ti muovere, Nessuno si salva da solo e il recente Splendore che hai letteralmente divorato in uno dei tuoi momenti di avidità più intensa. Sinceramente Nessuno si salva da solo ti ha lasciata un pò perplessa, probabilmente non era il suo momento.
Poi capita che, circa un anno fa, il palco di quel forum che ti ospita spesso o quantomeno il più possibile, ti ha dato modo (qui) di conoscere Margaret e il marito Sergio di persona e di sapere che presto questo libro, che hai faticato a digerire, potrebbe diventare un film.
Poi il trailer, la presentazione del regista in quella trasmissione che parrebbe dare previsioni meteo ma anche no e la compagnia giusta, sembrava proprio che ti invitassero a forza verso quella pellicola. Era venuto il suo momento e quando succede bisogna coglierlo al volo.
Come quando hai le tue sensazioni in giro che vogliono comunicarti qualcosa, ti aspettavi molto da quel film, tanto forse troppo. Ti aspettavi forse, che ti comunicasse il messaggio che vai cercando in questo periodo, o la soluzione per lo sblocco da una situazione contingente, pesante....una delle tante.

Il film è molto coerente con quelle pagine lette tanto tempo fa. Durante una cena tra due persone che si stanno separando in maniera piuttosto ostile, ripercorrono a ritroso flash-back di quella vita vissuta insieme in cui si sono tanto amati, in cui sono nati due figli ma da cui entrambi stanno fuggendo con una sorta di odio di intensità spropositata. Sì perchè a volte quell'amore che ti è bruciato nelle vene, che ti ha fatto battere forte il cuore e che ti ha fatto far pazzie, preso dalla quotidianità schiacciante, si fa da parte, per lasciare il posto a litigi e incomprensioni, a inganni e tradimenti, fino a sfociare nell'agonia del non sopportarsi più.
Le scene ti ricordano storie vere più o meno vicine che il buon Castellitto ha saputo immortalare in maniera egregia e ti chiedi se da quelle scene verrà fuori la soluzione al dilemma che ti assilla.
La cena finisce con qualche sorriso finalmente, con il lento rientro verso casa in compagnia di due anziani felici di essere ancora uniti e che pronunciano la frase che dà il titolo al film e al libro Nessuno si salva da solo appunto.

E allora tu spettatrice ingorda di conferme la interpreti come una domanda perchè non sei così convinta che debba essere un'affermazione per forza. Dipende. Dipende da quello che hai vissuto, da quello che stai passando e da quello che vorresti vivere. In due o più ci si salva meglio perchè ci si sostiene a vicenda, ma è anche vero che se questo sostegno viene a mancare si cade. Da solo puoi contare solo su te stesso, sulle tue forze. ma è anche vero che non devi rendere conto a nessuno se ti sposti e quindi se il tuo sostegno viene a mancare. Serve veramente tanta complicità e tanta sintonia per salvarsi in compagnia e questo non è semplice da instaurare. Da soli si corre il rischio di essere presi dalla malinconia e dalla disperazione, soprattutto quando si avvicina l'autunno della vita, ma è anche vero che si dispone di tanta libertà nella gestione del proprio tempo per cui non resta che saperlo utilizzare al meglio riempiendolo di interessi e di stimoli. Inoltre dov'è scritto che noi possiamo qualcosa contro la fine di un amore?

Il finale dà ad intendere alla maggior parte del pubblico una risposta certa a questo quesito, una specie di lieto fine. Ma a te che già non l'avevi digerito in tempi non sospetti, nonostante tanta acqua sia passata sotto i ponti e forse anche qualche terremoto più o meno geologico, il dubbio rimane e chissà se un giorno avrai mai una risposta. Intanto sai di avere qualcosa in più di qualcun altro, hai te e questo è già tanto.....e ci resti ancora per un pò, perchè come canta qualcuno, sai che dentro di te c'è un bel posto da vivere.



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