Capita spesso che accumuli più di quanto consumi.
Succede per il cibo, per le cose inutili, per l'abbigliamento. Anche se mi hanno sempre insegnato a non sprecare e a risparmiare, purtroppo a volte, spesso, capita di dover buttare cose perchè scadute, inutilizzate o passate. E allora quando si accende la miccia del far posto, così nella vita come tra le robe accumulate, si cerca di fare opera di smaltimento e allora o si butta o si regala.
Negli ultimi anni mi è capitato spesso di regalare abbigliamento, di chi ancora non ha raggiunto la sua taglia. L'interrompersi di questo rito mi ha portato ad accumulare diverse cose. Un Angelo e due chiacchiere mi hanno fatto sapere che avrei potuto donare a chi non ha o a chi saprebbe utilizzare al meglio qualsiasi scarto di vita moderna. E allora si insacca, si inscatola, si carica e si va.
Poco fuori dalla mia città in quella periferia che ne delimita il confine ad est verso il mare c'è la struttura che accoglie disadattati ed emarginati e che può garantire loro pasti regolari e un tetto sotto cui dormire. Qui ci accoglie lei, Katia.
Katia è amica del mio angelo da sempre e dopo la perdita della madre, un matrimonio fallito, e una famiglia a rinnegarla, ha lasciato tutto alle spalle e si è ricostruita una vita a fare il bene per gli altri. Non è una suora, questo passo non se l'è ancora sentito suo, ma è qualcosa di molto di più. E' un angelo della strada che con la sua passione per la vita, la sua costanza e la sua perseveranza l'hanno portata ad avere comunque un velo, un velo sugli occhi che hanno visto ed assistito a situazioni che nemmeno ci immaginiamo e che comunque la fanno essere la persona che è.
Soddisfatta delle sue scelte, convinta della sua missione, ha il volto provato di chi ha dovuto supportare e sopportare tanto ma ha il sorriso di chi gode nel farlo. I racconti si susseguono a nastro delle vite passate davanti a lei, del male che ha visto e di quello che ha subito e del bene che ha fatto. C'è il padre di famiglia, separato e senza lavoro che si è trovato dalle stelle alle strade in men che non si dica. C'è la ragazza scappata dal suo paese in guerra e arrivata qui con le tasche piene di speranza, ma approdata suo malgrado nel porto di protettori che le hanno fatto tutto tranne che proteggerla. C'è l'anziana scomoda, un peso per la famiglia bene e iper-impegnata, che hanno preferito dimenticarsi di lei piuttosto che trovarle una sistemazione dove trascorrere l'ultima stagione. C'è il barbone e alcolizzato cronico che nonostante il letto comodo preferisce scappare sotto la sua coperta di stelle appena può. C'è il tossico cronico o il sieropositivo rinnegati e cacciati per le loro condizioni. E poi ci sono famiglie intere o quasi che non hanno avuto molta fortuna se non quella d'incontrare Katia. Purtroppo però questa è una dimora momentanea, non si può restare a lungo, giusto il tempo di ambientarsi e di affezionarsi. Katia spende la maggior parte del suo tempo a raccogliere provviste in scadenza o in esubero e indumenti da distribuire alla bisogna.
Ho ancora nella mente la felicità nel vedere da quel baule traboccante di esuberi una centrifuga per l'insalata e un tostapane e le parole di ringraziamento di Katia di fronte a due oggetti di uso così comune.Spesso, quando si trova sola, piange ma non per la vita che conduce ma per il rammarico di non potere fare di più. Lei non si arrende e non demorde.
E' una gran soddisfazione far del bene e soprattutto vederlo fare con tanta devozione.
Rigenera l'anima e il corpo e ti dà da pensare, tanto.
Quando hai visto un posto del genere non potrai mai più essere lo stesso, Ora lo posso dire anch'io.
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