lunedì 27 febbraio 2017

Non dovete badare al cantante

Poi succede che un regalo non diventerà un presente e allora tocca rimanere a digiuno dei Suoi concerti. Allora le solite chiacchiere, due angeli e quell'amica di sempre con le scarpe ben allacciate ti portano ad andare in quel paese ancora mezzo distrutto che porta i segni tangibili di un disastro...che è venuto su a mangiarsi tutto...ad assistere ad un concerto cover di consolazione.
E' tempo di sagre e c'è chi corre facendosi colorare al suo passaggio, chi ha avuto un imprevisto e chi, come te, parte per quell'attesissima e  iper-programmata serata in provincia. La location non è facile da trovare, il paese è completamente cambiato rispetto a come lo ricordavi e tu te ne sei stata ben lontana per non vedere, chè quando ci pensi il cuore si fa sentire forte e chiaro.
Il periodo che sta attraversando la tua compagna di viaggio non è dei migliori, uno dei tanti, ma stavolta è diverso. Stavolta capisci che è pronta a fare passi in direzioni diverse dal passato, che la consapevolezza di non avere nulla di concreto su cui investire il proprio futuro, sta prendendo sempre più piede e, la stanchezza di vivere lottando e gli anta prossimi venturi la stanno portando verso un mondo chiamato libertà. Ti sembrano le pagine ingiallite di un libro già letto, più o meno con gli stessi spazi temporali, e ti dispiace per come è andata a te e per come sarebbe potuta andare, ma questa è un'altra storia. Ti senti di darle dei consigli, forte delle tue esperienze, ma sai benissimo che la vita è la sua e la deve vivere lei (perchè a sbagliare sono bravissima da me...).
E' impaziente di incontrare quei ragazzi, conosciuti qualche tempo prima in un altra occasione, capisci che per lei è come una droga e le dici di stare attenta. Li vedete e loro vi vengono incontro. Non si ricordano ti te conosciuta ben prima in quella libreria di città dove il tema era il vostro comune cantante preferito. Allora racconti e ti vengono nominate amicizie comuni virtuali e ci si sorride sopra. Ma è presto, c'è prima la cena nel centro ferito.
La sagra offre poco ma il vino c'è e vi basta.... anche se sarà solo l'inizio. Vi sentite un pò come Giovanni in quel film in cui vorrebbe parlare di cose importanti ma viene sempre interrotto dai personaggi più disparati, ridete, strano!!!
Non vedete l'ora di alzarvi da tavola e parlate parlate parlate. E allora tocca bere che la lingua scorre meglio così.
E' quasi ora, ci si avvia verso l'insolita location, in quel posto sorto dove le macerie non impedivano di costruire a tempo di record, c'è pure la chiesa nuova. I ragazzi sono ancora in giro gli astanti son pochi e mal disposti, giusto quelli che.....in casa fa troppo caldo e allora vado a vedere cosa succede....anche in ciabatte o in canottiera. Allora si ha tempo per brindare col superalcolico e siccome porta male non tirare il collo alla bottiglia perchè non finirla tutta e un gin tonic diventa un mooolta vodka e poco tonic. Anche il ghiaccio sembra scarso oppure l'afa di fine estate lo fa sciogliere molto in fretta.
Si spengono le luci si accendono gli strumenti, guadagnate la prima fila, sole, che ciabatte e canottiere non se la sentono nemmeno di avvicinarsi a quel palco improvvisato. Ed ecco che attacca, stranamente, con 'Questa è la mia vita', manco avesse capito quel furbacchione chi siete.
E si canta a squarciagola e dopo un pò si salta col fiatone che un concerto seduto anche no, si beve a canna. La testa gira ma va bene così. Poi è tutto un susseguirsi di canzoni che ti entrano sempre più dentro, sempre più in fondo e lui, il cantante, vede che le sai....tutte. Scende dal palco, si avvicina a voi, la chitarra sguainata come un cavaliere con la sua spada, ti punta il plettro e tu smetti di cantare, lui ti stringe l'occhio e, con quella voce molto simile all'originale, ti incita a non smettere perchè è lì per te per le tue 'Certe notti'. Già, lo avevi avvisato che se non te la cantava non gli avresti dato quell'amicizia che si era subito affrettato a chiederti dopo che ti ha visto postare il tuo selfie ancora da sobria.....quasi. E allora canti, anche se non sai farlo, ti avvicini a lui e puoi sentire il suo odore e le sue gocce di sudore bagnano la tua fronte. Stoni tantissimo, lo sai, allora lui molla le corde e  ti prende la mano e te la stringe più forte o più piano per farti prendere il ritmo e darti l'attacco giusto. L'alcool che hai in corpo fa il resto. La tua compagna fischia con due dita in bocca, i musicisti sembrano perdersi o forse ti sei persa tu le parole finiscono la musica invece no e ti sciogli. Una lacrima scende improvvisa, il suo pollice a raccoglierla e....anche questa è fatta.
Del resto del concerto hai un ricordo vago e frammentato, hai avuto il tuo momento e l'hai saputo cogliere. Poi la musica deve finire che non è concesso andare oltre, i vigili ai margini del fascio di luci colorate sono lì a ricordarlo. Ma c'è un nuovo singolo da pochi giorni in rotazione e tu non conosci ancora le parole, se non il ritornello, il cantate fa per avvicinarsi di nuovo, solo con la sua chitarra senza i musicisti ad accompagnare. Gli punti il dito al petto e gli urli 'guai a te', sorride e dice 'sarà per la prossima allora'.
Poi sono solo cavi da arrotolare, attrezzature da smontare, macchine da caricare, l'ennesimo giro di birre offerto dai finanziatori di tutta quella musica, qualcuno rulla, qualcun altro è stanco e si siede con la testa tra le mani. Non hai più voce.
Il cantante si avvicina di nuovo e chiede 'e ora che si fa...?'. Ha quel modo di guardare dritto nel pupilla degli occhi, come a te non piace perchè temi che possan essere colte le tue fragilità. La situazione non ti piace, non vuoi raccogliere nulla, non ora, chè quando si è fatto sono state ferite, ancora aperte e cicatrici lì pronte a ricordare. Fortuna che ci sono gli amici e la compagna di avventura a cui aggrapparsi.
E poi è un altro giro di alcool e di fumo e allora si divide, si passa, si brinda alzando i calici al cielo, sempre dalle giuste distanze.
E' tardi, tardissimo, non credevi. La pipì si fa in parcheggio che a casa non può arrivarci, Ti metti al volante e capisci subito che sarà un problema. La testa gira e non sai se è solo per l'alcool, il fumo o per gli avvenimenti. Allora recuperi quel pò di lucidità che riesci a raccogliere e cerchi di portare te e la tua compagna sane e salve a casa. Ce la fate ma non si sa ancora bene con quale giro strano giungete a destinazione. Il mattino dopo uno strano messaggio gira in forma privata tra uno dei più importanti social network 'Mi chiamo ........ e non fumo e non bevo da dieci ore. Applausi. Ho deciso di smettere e di non badare al cantante.....'.

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