Il punto è che per sponsorizzare il concorso sono stati scelti come slogan un paio di versi tratti da Il Piccolo Principe.
Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.
Ci sarebbe troppo da dire, seguirà poi.
Lo ammetto, non l'ho mai letto, nemmeno in tempi non sospetti, quando si era alle elementari appunto, quando tutti lo leggevano. Non me ne vergogno, probabilmente quel vecchio professore che ti ha rubato tempo con la sua mediocrità ha preferito fare dell'altro. Sicuramente fino ai vent'anni quasi suonati, quando quel Ritratto di Dorian Gray fece breccia nel mio cuore rendendomi avida, non mi sono mai interessata troppo alla lettura, ma mi sono rifatta alla grande. Confesso di avere avuto il libro de Il Piccolo Principe in casa e di averlo donato alla classe elementare di mio figlio, come contributo alla biblioteca scolastica, sperando forse nella lettura di gruppo. Ammetto di averne sentito parlare in maniera concitata e di aver letto qualcosa in rete di intrigante.
Qualche mese fa sistemando le cose di quello scout di mio figlio, ho travato la fotocopia di un brano, veramente toccante, tratto dal libro (Addomesticami piccolo Principe tratto dal capitolo XXI de Il Piccolo Principe). Sì, nel suo quaderno di caccia, questo è il nome tecnico del quaderno dove raccoglie appunti, fotocopie, giochi ed esperienze, non c'era solo quello, ma anche testi di canzoni come Ho imparato a sognare di quei sbambanati dei Negrita, Nati per vivere del mio Liga, Take me home di John Denver e Fango del Jovi. Bella roba, la mia musica, quella che adoro, che mi fa sangue nelle vene, che mi accompagna da un bel pò!!!E allora, proprio in questi giorni del suo campo estivo fra le montagne della Val Brembana, sperando che tutto vada per il meglio, mi sono informata meglio su quei ragazzi, un pò più grandi di lui, che all'inizio del mese si sono trovati a San Rossore, in provincia di Pisa, con un unico scopo cambiare il futuro, grazie alla solidarietà, alla fratellanza e all'impegno civile. Erano in 35.000 tutti in nome del coraggio e per accoglierli con le loro tende, sono serviti cinque grandi maxi quartieri da settemila ettari chiamati gioia, speranza, responsabilità, novità e fedeltà, intersecati da vie dai nomi illustri come Falcone e Borsellino, Gandhi, Impastato.
E io, che non ho mai frequentato troppo queste cose e il loro contorno, ma ho fatto altro di molto simile, ho pensato alla mia esperienza al Campo Volo, quando per raggiungere l'area concerto sono passata in mezzo a centinaia di tende piantate lì da giorni, ai ragazzi ai lavandini o alle docce per una rinfrescata all'aperto, alle file per i bagni o per un bicchiere di birra, ai canti notturni, ai racconti diurni, all'amicizia e alla complicità in nome di un unico scopo, godersi un bel momento. E io avrei voluto essere fra loro. Per me che sono nata appena un attimo prima del primo concerto di Woodstock, quindi c'ero, quella roba nelle vene me la sono sempre sentita, sono proprio figlia del 69. Ho solo frequentato il giusto, coi miei modi e con i miei tempi, ma non è mai troppo tardi.
Quindi, proprio perchè il caso non esiste e le coincidenze nemmeno, ora sta a Il Piccolo Principe farsi avanti e non sarà facile, dovrà lottare con gli altri tre che sto leggendo contemporaneamente, come al solito...ma ce la posso fare.
Il Piccolo Principe non lo digerisco troppo bene. Ho provato più di una volta, e più di una volta mi sono arenato nella mia confusione, come se non riuscissi a capire, o come se non volessi. Una roba certa però l'ho capita: non condivido l'episodio e tutti i ragionamenti tra il Principe e la Volpe. E ne ho pure scritto.
RispondiEliminaPer il resto... le esperienze da giovani, magari in camp o colonie o alla naja o in ritiro di un gruppo sportivo o, segnano senz'altro la crescita e lo sviluppo; ma sono convinto che le stesse robe si possa viverle anche in altre età, certo con animo e occhi diversi, e.
Non è mai tardi per certe robe.
Ultimo ma non ultimo, credo di avere ricevuto la stessa segnalazione in merito al concorso di poesia... certo la poesia la sento lontana, ma mai dire mai... a volte basta un'illuminazione di parole, come dice Lorenzo, e scriverle in fretta perché poi svaniscono e non si ricordano più, come diceva in tempi non sospetti il Kom...
Quindi, nel caso, hai ancora tempo per muoverti, e saranno altri eventualmente a dirti che non era il caso...