giovedì 6 febbraio 2014

Fabio Volo mi ha mostrato la sua strada verso casa e .....l'ho conosciuto!

In un passato abbastanza recente, ma che mi sembra lontano anni luce da ciò che è il presente che sto vivendo, ho avuto tra le mani La strada verso casa del buon e bravo Fabio Volo.
Acquistato il giorno stesso della sua uscita, ho la fortuna di possedere la prima edizione.
Poi la scoperta della presentazione del libro da parte dello scrittore in un posto molto vicino a casa, al Forum Monzani a Modena il 7 Dicembre 2013, quindi perché non andare a farsi autografare e dedicare la copia cartacea a me tanto cara? E allora si va.....
La lettura prende veramente pochi, pochissimi giorni; da buona e avida lettrice lo ingollo tutto d'un fiato, raccogliendo tutto il necessario (che è veramente tanto), piegando angoli di pagine e segnalando al mondo le frasi o le pagine che andavano a segno.
Era il mio libro di quel momento! Lì erano contenute le parole che non riuscivo a dire in maniera altrettanto precisa e puntuale, i miei pensieri accartocciati sono venuti fuori lisci e stirati. Man mano che la lettura procedeva tutto si faceva più nitido e chiaro le parole erano lì per me e io le ho fatte mie.
Così è sparita la terza gamba di un ipotetico tavolino, i fili che continuavano a tenermi legata a un passato che non era più presente e sono riuscita a liberarmi e a liberare tutto ciò che mi teneva ferma a un punto che non era più il mio. Alla fine di tutto una lettera scritta da uno dei protagonisti era stata scritta da me tramite la mano di un altro e mi sono sentita leggera e serena come non mai. Ero carica, si dice!
Poi l'incontro rimandato, atteso, desiderato, voluto. Ok, non ero sola, eravamo circa 1000, ma era come se lo fossi. C'eravamo io e lui. Lui parlava e io ascoltavo. Ha detto tutto quello che volevo sentirmi dire.
Poi la risposta a una delle tante domande poste dalla platea femminile agguerritissima:

 '....nella vita mi piace prendere decisioni, non voglio far decidere altri per me, sono caduto a volte, ma mi sono sempre rialzato!' 

E allora mi è venuto in mente quel suo 'buttarsi per cadere verso l'alto' di alcuni anni prima.....e allora perché non provarci? Si dài ci si prova, almeno così posso dire di non aver lasciato nulla di intentato o al caso o ad altri.
Bravo Fabio, tu continua così e io proverò di seguirti sempre, per quello che posso.

Grazie anche a Marco, Isabella, Andrea e Daniela e ad altri personaggi frutto della pura fantasia dello scrittore, ma veri e attuali come non mai.

Cercherò di fare la brava, sempre, lo prometto!

3 commenti:

  1. Buttarsi per cadere verso l’alto forse è come avere le vertigini avendo voglia di volare e provando a mettere da parte la paura di cadere, appunto.
    A volte prima di spiccare il volo ci sono molte riflessioni, ci sono ragionamenti contorti a trattenere.
    A volte una volta fatto il salto, anziché cadere verso l’alto come auspicato, quindi anziché cominciare a volare, si cade prepotentemente e fragorosamente.
    A volte, in effetti, è l’aria stessa che ti sta attorno a tenerti su.
    A volte, come dice bene Fabio, dopo la caduta bisogna sempre rialzarsi, sempre.

    Anche a me è piaciuto molto La strada verso casa.

    RispondiElimina
  2. Buttarsi vuol dire scegliere, se poi si cade verso l'alto o verso il basso, lo si scopre solo dopo.
    Scegliere vuol dire avere il coraggio di realizzare i propri sogni e le proprie aspettative.
    Infatti Fabio dice anche :
    "Fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te, poi le cose accadono. I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi."
    E penso che sia vero.

    RispondiElimina
  3. Sì, confermo, i sogno hanno bisogno di coraggio.
    E quello ce lo mette solo chi sogna per davvero.
    Altrimenti rischiano di diventare bugie, o robe del genere.

    E anche le scelte, tutte dalle più semplici alle più complesse, sono sempre coraggiose.

    RispondiElimina