Ha dell'incredibile, al di là di qualsiasi previsione, il Forum sabato 22 era affollatissimo come non mai. Nemmeno nomi illustri come Volo, Mazzantini, Alberto Angela, Tornatore.. avevano dato tanto. In questo giorno così particolare e ricco di sorprese, sembrava proprio che nessuno volesse perdersi un'occasione del genere: Guccini, di solito schivo e riservato, che incontra il suo pubblico a Modena, personalmente.
Insomma si è potuto dichiarare sicuramente il tutto esaurito!!!
Salita la rampa di scale, come mai prima di allora, due sedie, prodotte da qualcuno di abbastanza conosciuto, erano lì pronte per me. E allora mi è bastato occuparle entrambe ed attendere....l'arrivo, baci e abbracci con chi farà compagnia per qualche ora ....e si può iniziare.
Dopo una lunga e lenta introduzione il Guccio inizia a raccontare le cose perdute, tratte dalla sua nuova pubblicazione 'Nuovo dizionario delle cose perdute' appunto dove tutto profuma di passato già dall'immagine di copertina. Usa come intro le pezze da culo, quelle classiche toppe che si usavano mettere nelle parti più lise dei pantaloni e che nessuno avrebbe mai notato, nonostante l'evidenza, se non si guardava proprio lì.....
E poi via con i pantaloni alla zuava, che facevano invidiare i pantaloni lunghi, ma che erano ad un gradino più alto di quelli corti, insomma un timido passaggio di grado o quasi, verso la società adulta.
E poi a nastro dalle 50 Lire in tasca da spendere per 3 Nazionali comprate al dettaglio e una granatina al chiosco dietro il teatro Storchi. Dalla colla vinilica fatta in casa, alla mitica carta carbone che veniva rigorosamente utilizzata dalla parte sbagliata. Dai barbieri che distribuivano calendari profumati un po' osé all'utilizzo che facevano delle schedine del Sisal per pulire la lama del rasoio durante la sbarbatura. Dalle cartoline che si inviavano durante le vacanze da qualsiasi posto del mondo e che venivano imbucate solo al ritorno, alla letterina di Natale sotto il piatto del papà o del babbo, puntualmente dimenticata in qualche recondito cassetto.
Tocca poi ai deflettori delle auto, alle frecce, all'autoradio estraibile...
E i mulini ad acqua, sappiate, che non sono bianchi come quelli di certe note pubblicità ma anche sporchi di tempo vissuto. E i cessi all'aperto con tanto di corredo di mosche, mosconi e fogli di giornale per un uso tutt'altro che informativo.
Non si risparmiano nomi di amici, parenti e conoscenti in genere, in tutto quel suo citare di eventi e di aneddoti che hanno caratterizzato la sua vita a Pavana e poi a Modena.
Anche Valerio Massimo Manfredi, già ospite in precedenza sullo stesso palco, ha voluto omaggiare l'amico con la sua presenza e con i suoi ricordi chiacchierando con l'amico come davanti ad un caffè al bar del paese.
Il tempo è volato, come quello vissuto appunto, tra sorrisi, chiacchiere e la fila per gli autografi. Peccato ne avrei speso volentieri dell'altro perché quando è bello o buono andrebbe vissuto a lungo.
Comunque bravo Francesco, non so se ci sarà di nuovo occasione, ma io qui lo scrivo lo stesso...chissà,
Alla prossima volentieri!
E' stata davvero una bellissima esperienza.
RispondiEliminaE' stato come per un bambino quando va sull'ottovolante, solo che tutto era fermo, non c'era la confusione delle musiche moleste, e c'era solo la soave compagnia di belle parole coi toni opportuni e i sorrisi non sprecati.
E l'affetto di un'intera città. Con qualcosa di più.
Stanche le firme, ma hanno riempito degli spazi che le richiedevano.
Grazie.