lunedì 31 marzo 2014

10 minuti con Chiara Gamberale

In realtà si è trattato di più di un'ora e sono stata contenta che sia andata così. Questa volta il Forum non è particolarmente gremito, ma direi che non è stato un caso. Il libro che Chiara Gamberale presenta, 'Per dieci minuti', l'avevo ricevuto in dono a Natale e la curiosità del mio periodo post natalizio ha fatto sì che lo leggessi subito, pensavo fosse il suo momento, appunto.
La lettura mi aveva lasciata un pò scettica e perplessa. La protagonista, Chiara, per riuscire a staccare con un passato che non le apparteneva più ma a cui non riusciva a rinunciare, si rivolge a una psicoterapeuta che le propone, sulla teoria del Prof. Steiner, di 'giocare' per dieci minuti al giorno tutti i giorni per un mese.
Chiara, che non ha più nulla da perdere, ci prova e gioca. Il libro infatti è una sorta di diario di come la protagonista ha giocato i suoi dieci minuti al giorno.
La cosa che mi ha colpito di più, assistendo alla presentazione del libro è che ho scoperto che il libro è autobiografico, che Chiara Gamberale all'apparenza così bella e spigliata,  solare, sorridente e veramente accattivante, nel suo abito succinto che non lascia nulla all'immaginazione, ha avuto un periodo della sua vita come quello descritto nel libro. Molti dei 'giochi' descritti infatti fanno parte della sua esperienza ovviamente romanzata.
Infatti, come poi ha avuto modo di spiegare, il gioco può essere fatto da chiunque, anche da chi paradossalmente si sente bene, perché fondamentalmente è una sorta di ritrovamento di se stessi per andare incontro alla vita quella vera.
La Gamberale dice di essere così convinta, proprio perché provato sulla sua pelle, che il gioco è utile per superare certi momenti, che lo propone a tutti quelli che incontra. Sul canale digitale Laeffe, la TV di Feltrinelli, il libro è diventato addirittura un programma, dove Chiara Gamberale insieme ad altri cinque protagonisti, si raccontano mettendoci la faccia.
Coinvolge il pubblico e i lettori al punto che in molti si sono messi o si vorrebbero mettere in gioco.
Il pomeriggio è trascorso serenamente tra letture, intervista, interventi del pubblico e risposte chiare precise e puntuali nel suo inconfondibile accento romano.
L'incontro si conclude con le classiche firme e dediche. Fortunatamente la fila è corta e Chiara dispensa dediche precise e puntuali.  Alcuni lettori chiedono consigli, scambiano due chiacchiere. Una ragazzina davanti a me le svela il suo sogno di voler scrivere, Chiara le fornisce la sua mail personale affinché si possano tenere in contatto. E' il mio turno. Le dico il mio nome e le riporto i complimenti per la trasmissione radiofonica di qualche tempo fa. Le viene un nodo in gola, si sente, s'imbarazza e sembra rattristarsi e mi confessa che le è dispiaciuto molto abbandonare quella trasmissione e che ha appunto romanzato il fatto nel libro (infatti la protagonista perde il lavoro nella rubrica di un giornale...tra le tante cose che perde), ma sono convinta che entrambe le 'Chiare' hanno ritrovato loro stesse......si vede!



Chiara mi hai sgamata, i miei occhi non mentono.
Lo terrò molto caro, grazie mille.

1 commento:

  1. Gli occhi, anche quando chiusi in una piacevole dormita, raccontamo forsanche più delle parole.
    E i dieci minuti sarebbero ben utili a tutti.
    Da leggere senz'altro.

    Bravissima!

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