Cinque minuti di ritardo, perchè un miracolo ha voluto un passaggio, e ti sei persa le istruzioni, ma non è un problema, ti rifarai. Noti che, al contrario di te, ci sono molte coppie e soprattutto c'è tanta gente e tanta voglia di fare.
Scopri da subito che l'abbreviazione del tuo nome, valida sia al maschile che al femminile è davvero inflazionata. Infatti c'è il fotografo di queste occasioni, che non si è mai perso un evento, sempre in giro per il paese con il suo obbiettivo piazzato fisso sull'occhio destro. C'è quello che di nome di battesimo fa ....ino, in onore di quel cantante famoso (!?!?!?) negli anni sessanta. Lui è l'amore dei tuoi sedici anni, quel portiere carico come una molla, che non facevi arrivare fin sotto casa con l'auto perchè i tuoi non avrebbero voluto, ma che ti portava lo stesso in camporella a vedere le stelle... Lo saluti e scambi pure due chiacchiere simpatiche, e ti chiedi se anche lui sta ricordando quei flash passati come te. Poi c'è il mitico papà, con cui, quando tuo figlio era alle elementari, hai condiviso tanti scherzi, risate e partite dei più disparati sport, ma che ti ha anche supportato e sopportato tutte le volte che c'era da organizzare robe per la classe. E siete ancora lì, nonostante tutto, che ve la ridete, che vi beccate e che vi divertite come allora alla faccia di quei genitori musoni che sanno solo criticare l'operato degli altri. E poi c'è quella invece che è stata rappresentate con te al nido. Quella che 'l'è la fiòla dl'idraulic'. Ed è stupendo quando, quel diminutivo viene pronunciato a gran voce, vi girate tutti all'unisono.
E poi c'è Paolo sempre presente, la Cri con Marcello, la Jole e compagno, la Sabri e consorte, l'Alle e Bi tutti genitori di quegli amici di tuo figlio. La Lori con cui pettinavi le bambole da piccola. C'è pure il medico condotto del paese. C'è l'Anna rigorosamente in gonna. E tanti, tanti altri di cui non sai o non ricordi i nomi.
E poi ci sono i mezzi, camion, furgoni, furgoncini, la stupenda Ape car guidata da due energumeni e la multipla che traina il carrello. E tu ti dispiaci di aver lasciato a casa il pick-up....
Si inizia a portare fuori tutto l'arredo e si smontano attaccapanni e lavagne magnetiche con ogni strumento di fortuna. Si carica sui mezzi e pensi che sia meglio salire in cabina con l'autista, che magari lo aiuti nelle operazioni di scarico e così fai e parti per il primo giro in compagnia.
Arrivi a destino e hai già fatto le tue chiacchiere nel mentre, hai salutato il nonno che usciva dall'orto che non sai se ti ha riconosciuta, perchè mica è abituato a vederti su un camion. Ti accorgi subito che voi siete tanti, troppi, rispetto a quelli che dovranno poi sistemare il materiale all'interno del nuovo edificio. Il prof. di sostegno dà le dritte su come separare il materiale e su come identificarlo per poterlo meglio riconoscere. Ti viene detto che voi genitori non potete entrare per questioni di sicurezza, che dovete lasciare tutto accatastato fuori dal cancello, che è già costipato. E per te che non sai dove sta di casa la timidezza e che non resisti a non voler organizzare, ti avvicini al capocantiere e gli fai capire che così ci vorrà un sacco di tempo e che sarebbe meglio che vi fosse permesso almeno di entrare nel cortile e la concessione arriva immediata. Poi noti un genitore -trasportatore, solo, un pò in difficoltà, il suo mezzo è grande, molto, forse il più capiente, Non sa che fare, non ha nessuno che lo aiuta, allora chiami gente e inizi a scaricare pure quello. Gli arredi pesano per te che sei senza guanti e non abituata alle fatiche, ma comunque sopporti e ti dai da fare e ti sbrighi. Sali con lui, si chiama Mauro e ha dato la sua disponibilità nonostante il figlio in quella scuola non sia ancora entrato. E pensi che al mondo c'è davvero tanta gente con dei sani principi, con dei valori, e sei contenta e ti si apre il cuore. Di nuovo si carica e coinvolgi gente, nella tua nuova squadra e Mauro a ringraziare perchè proprio non conosce nessuno, ma è un attimo. E allora sono ancora carichi e foto e scarichi e fatica e tu, unica donna allo scarico, non vuoi essere da meno e ti dai da fare come il genere maschile. Al terzo giro è caffè, offerto, perchè in tasca hai poco più che le chiavi dell'auto. E poi scopri finalmente che vi lasciano entrare e vi fanno sistemare gli arredi direttamente nelle nuove aule,,,,a volte insistere serve anche se fai sempre la figura della rompicoglioni. Al quarto metti finalmente piede nelle nuove scuole ed è un'emozione come allora come la prima volta...ma non hai tempo di guardarti attorno. Decidi che è meglio rimanere lì a scaricare dove la gente è meno e chi doveva essere addetto e pagato tentenna, se la prende comoda e chiedi a qualcuno di chiamare rinforzi perchè ormai la scuola vecchia è quasi completamente vuota. Scarichi anche altri mezzi e te la ridi e non trattieni la battuta, quando vedi il proprietario dell'Ape car chiudere a chiave la portiera,..ma pare che all'interno ci siano dei valori.... Sei stanca stanchissima, il percorso da fare con i pesi sulle spalle è sempre più lungo, ti tocca di raggiungere anche i piani superiori, non ce la fai quasi più e suona mezzogiorno. Avete quasi finito però, grazie all'arrivo dei rinforzi e alla tanta tantissima volontà.L'ultimo giro del tuo autista è a vuoto, non c'è più nulla da trasportare. Arriva il sindaco, Claudio per tutti, e le sue parole purchè di circostanza purchè politicizzanti ti commuovono.
'Abbiamo vinto un'altra sfida, abbiamo traslocato le scuole medie al costo minimo e con tanta buona volontà. Grazie a tutti'.
E' l'applauso. Poi in anteprima assoluta Claudio ci porta a fare il giro della scuola, a spiegare cosa è stato fatto e perchè e soprattutto come. I finanziamenti statali non sarebbero stati sufficienti a realizzare il tutto, più della metà è frutto di raccolte e donazioni. Che belle cose! Vedi l'aula di arte e sai già che è quell'AULA. Riconosci il verde del prato e l'azzurro del cielo, mancano i fiori, ma quelli li porteranno i ragazzi, i suoi amici-compagni. Piangi e non te ne vergogni. Asciughi le lacrime con la maglietta sudicia, perchè non hai altro e continui le chiacchiere e i discorsi come se nulla fosse.
Poi c'è il commiato e i saluti e i ringraziamenti e i ci vediamo presto. Te ne torni a piedi all'auto perchè il tuo autista è giustamente andato. Temi per la schiena che un pò duole e che di solito ti fa arrabbiare. Ma sei fiera e contenta e soddisfatta e carica come non ti succedeva da un pò. E poi è un messaggio da chi hai dimenticato in tutto questo scrivere, è di Simone il presidente del consiglio genitori che dice a te e a tanti altri rappresentanti:
'Trasloco effettuato! Due ore e mezza! Abbiamo stabilito un record che difficilmente verrà eguagliato, grazie davvero a tutti per la disponibilità e l'impegno. I nostri ragazzi hanno la scuola nuova!'
E non è del record che ti emozioni ma di tutta quella bella e brava gente che hai visto oggi. E ora il tuo bagaglio ha qualcosa in più, ma è leggero e lo puoi portare serenamente.
E poi scopri che non è importante il mezzo....ma il fine!!!
E poi è la stanchezza, per il tuo fisico che è già un'età, ad avere il sopravvento, ti riduci a malincuore a dover disdire l'invito per la pizza e per il concerto di quei bravi ragazzi che meriterebbero davvero di essere visti in quel locale modenese di confine. Ma ormai hai fatto il pieno, sogni solo una fresca bevuta e una sana doccia a lavar via la polvere che si è insinuata ovunque e un pò di quelle fatiche che fino all'ultimo non ti sono pesate più di tanto. Come annunciato crolli sotto il peso di te stessa ma sei felice e lo rifaresti, anche subito.

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