lunedì 29 settembre 2014

Quattro passi tra Bookbar e San Luca.

L'occasione fa l'uomo ladro, si dice! Ed è così che ho catturato nella mia rete un articolo che parlava dei 20 bookbar italiani che ogni amante dei libri dovrebbe visitare proprio qui.
E' uno di quei sogni nel cassetto che, per colpa di quel simpatico di Fabio Volo, prende un sacco di posto, che tenta spesso di uscire per vedersi realizzato ma che, per problemi che non sto a spiegare qui o forse per codardìa, non riesco a prendere sul serio.
Comunque scopro che uno è praticamente sotto casa, beh quasi, comunque raggiungibile agevolmente. Poi capita che Bill Gates nonostante tutto ha dei difetti, che in una giornata lavorativa capita che il server fa i capricci e allora armata di scarpe ben allacciate parto per una doppia avventura fuori porta ma anche dentro.
Prima la commissione, il dovere, poi la camminata, il piacere. Invito gente a partecipare alla mia pazzia, ma impegni e scarsi preavvisi mi fanno trovare sola, beh quasi, che poi c'è sempre un sacco di gente per il mondo.
Parcheggio dove conosco, in quel luogo di riposo eterno. Costeggio il portico in restauro di quello stadio che per me rappresenta più musica che sport. Prima di puntare al colle, che quello sarà la meta finale, vado in cerca di quello che mi ha portata sicura per quei quattro passi che si possono fare con qualsiasi tempo, perchè i portici a coprire i pellegrini sono una caratteristica della città.
E via a sinistra quindi. Destinazione quella porta che da il via a quel cammino di pellegrinaggio o di footing o di svago. Incrocio subito una giovane coppia, che con tanto di cartina dispiegata davanti a loro incrociano il mio sguardo, accennano un sorriso ed eccoli lì a chiedere info. Sorrido a mia volta, loro non sanno quanto sia pericoloso chiedere info su strade o vie a me. Ma tant'è che, visto che sotto i portici già ci stanno, è un attimo dirgli di seguirli senza mai abbandonarli per arrivare a quello che loro chiamano santuario. Effettivamente santuario è, altrimenti perchè il pellegrinaggio di cui sopra? E mi scappa pure un 'ci vediamo dopo'.
Poi di nuovo per la mia strada, incrocio quella via che sa di contessa e una nuvoletta si accenna nella mia testa, ma dopo, solo dopo, forse. Vedo i viali e la porta, entro restando a sinistra....perchè è lì che credo di dover trovare ciò che vado cercando in maniera moooolto improvvisata e non come avrei voluto. I passi sono tanti, il caldo pure è quasi Ottobre ma è appena iniziata la primavera da queste parti. Non voglio chiedere come sempre, come spesso. Ma un caffè ci sta a quell'ora e forse chiederò. Il barista-proprietario mi fa schiattare dal ridere al suo 'book che?', sembra proprio uno dei Cesaroni quello grosso rossiccio, forse è davvero lui. Qualche indicazione più precisa, non ricordo il nome del locale che vado cercando, ma internet mi viene incontro. 'Zammù? che razza di roba è?' Spiego che dovrebbe essere una bevanda siciliana...e continuo a spiegare di bar con libri... Il tipo, simpatico, è sempre più perplesso, sorride. Poi s'illumina ed esce dal locale per darmi indicazioni precise. Il locale stava dall'altra parte della strada (ovviamente sempre per il mio spiccato senso dell'orientamento anche con maps), ma non importava che si scomodasse, fin lì ci arrivavo anche da sola....evitando gli autobus ovviamente.  La delusione è doppia.
E' chiuso!
Si è trasformato in un wine bar, ora si chiama room 32!
Il mio pusher di informazioni telematiche non era aggiornato.....peccato. Per fortuna che non avevo una sorpresa da fare.
Riprendo i miei passi. Scendo davvero nella via della contessa. Suono. E' sorpresa. E' contenta. Acqua. Caffè. Mi rinfresco. Poi la proposta e si va insieme verso la meta finale, San Luca. Mi fa bene, le fa bene, ci fa bene. I gradini sono tanti, ma conditi di confidenze strette, chiacchiere e risate, si sopportano bene. Il fiatone non manca soprattutto per quella che non sta mai zitta, lei. L'arrivo. Il panorama è mozzafiato come sempre, come più di vent'anni fa (tanto era passato). Il santuario viene evitato, vogliamo solo acqua fresca per rianimare la lingua. Poi si scende subito di nuovo, che c'è gente che aspetta a casa di entrambe. Ci si saluta.
Sono contenta. 'Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi.' E così è stato.
I passi sono stati più di quattro alla fine ma ne è valsa la pena anche se poi il bookbar mica c'era.....ma c'è stato altro a riempire comunque un stupenda giornata.

1 commento:

  1. I book bar secondo me sono luoghi da creare col tempo, un passo dopo l’altro, senza fretta ma con la partenza giusta.
    Sarebbe interessante davvero parlare con le persone che li gestiscono e che li pensano.
    Per questo mi dispiace davvero che la tua camminata in quella direzione non abbia avuto fortuna.
    (in effetti la pagina f.b. di Zammù ha ultimo stato nel duemiladodici…)
    Potresti organizzare una gita a Firenze, nel link che hai messo di Libreriamo ce ne sono due… in pieno centro… beh centro?, quasi… ma quasi, quasi un po’ più in là eh.. ops…
    Sempre lui, Volo, scriveva che i sogni hanno bisogno di sentire che siamo coraggiosi. Quindi… un passo alla volta… potrebbe anche sentire il tuo coraggio… o no?

    Buone passeggiate.

    (ah, raggiungere San Luca per i Bregoli e scendere dal portico, te lo consiglio)

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